Processo “Cricca di Lampedusa”, la difesa dell’ingegnere Gabriele attacca: “Dubbi sulle prove”
Ancora un’udienza del processo sulla cosiddetta “Cricca di Lampedusa”. In scena la difesa, con l’arriga del legale di uno dei coinvolti nell’inchiesta, l’ing. Giuseppe Gabriele, 57 anni, ex dirigente dell’Utc del Comune isolano. Nella sua arringa, l’avvocato Ignazio Valenza, ha affermato: “Non dico che ho la certezza che le prove siano state manomesse, ma, di […]
Ancora un’udienza del processo sulla cosiddetta “Cricca di Lampedusa”. In scena la difesa, con l’arriga del legale di uno dei coinvolti nell’inchiesta, l’ing. Giuseppe Gabriele, 57 anni, ex dirigente dell’Utc del Comune isolano.
Nella sua arringa, l’avvocato Ignazio Valenza, ha affermato: “Non dico che ho la certezza che le prove siano state manomesse, ma, di sicuro, alcuni files sono stati aperti e modificati dopo il sequestro della guardia di finanza e tutto ciò non è consentito”. Dunque va all’attacco Valenza, che aggiunge: “Allo stesso modo le copie degli atti e dei documenti informatici sequestrati non sono state eseguite in maniera conforme alle norme”.
Il procuratore aggiunto della Repubblica di Agrigento Salvatore Vella, al termine di una requisitoria, in una precedente udienza, ha richiesto pesanti condanne per gli imputati del processo – che si celebra davanti al collegio di giudici presieduto da Giuseppe Miceli, con a latere giudici Rosanna Croce ed Enzo Ricotta.
Le accuse della Procura, a vario titolo, sono, tra le altre, di associazione a delinquere, abuso e corruzione.
IIl pm ha definito la cricca “una associazione a delinquere capeggiata indubbiamente da Giuseppe Gabriele, figura apicale, che ha agito a stretto contatto con Gioacchino Giancone. Importante è anche la figura dell’ex sindaco De Rubei perchè in quanto sindaco è fondamentale ma ha meno capacità decisionale – ha aggiunto Vella – di Gabriele e Giancone. A differenza del De Rubeis, che sfruttando la sua carica e i soldi che gli danno alza il suo tenore di vita, Gabriele e Giancone hanno una visione più ampia, manageriale, imprenditoriale investendo su affari illeciti. Gabriele e Giancone sanno che questo “gioco” si fonda sul fatto che De Rubeis debba restare sindaco”.
Poi, il pubblico ministero aggiunge: “Dalle intercettazioni emergono come l’ex sindaco chieda soldi a ripetizione. C’è anche una spesa di abbigliamento di oltre 2 mila euro. In altre conversazioni intercettate de Rubeis chiede esplicitamente soldi per pagare avvocati (è in quel momento sotto processo per corruzione) e non si riesce a comprendere legittimamente che interesse potesse avere Giancone a pagare l’avvocato di de Rubeis”.
Soldi da prelevare da quella che Vella definisce la cassa comune dell’associazione.
Il pm, come prospettato durante l’atto di accusa, ha avanzato le richieste di condanna più dure nei confronti dei tre imputati ritenuti apicali all’interno dell’associazione: l’ingegnere Giuseppe Gabriele, ex dirigente dell’Utc di Lampedusa, l’architetto e consulente Gioacchino Giancone e l’ex sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis, attualmente detenuto. Di seguito tutte le richieste del pm:
Giuseppe Gabriele, 57 anni, ex dirigente Utc Lampedusa: 17 anni di reclusione + 1,000 euro multa
Gioacchino Giancone, 50 anni, architetto ex consulente: 15 anni reclusione +1,000 euro multa
Bernardino De Rubeis, 50 anni, ex sindaco Lampedusa: 12 anni reclusione + 4 mila euro multa
Giovanni Sorrentino: 8 anni di reclusione + 2 mila euro multa
Pietro Gelo: 4 anni di reclusione + 2 mila euro multa
Alberto La Carrubba: 7 anni di reclusione
Carmelo D’Agostino: 4 anni di reclusione + 1,000 euro multa
Francesco Cucina : 2 anni reclusione
Leonardo Pellegrini: 4 anni reclusione
Francesco Salamone: 4 anni reclusione
Carmen Vego: 3 anni reclusione
Carmelo Ardizzone, Maria Rosa Bonadonna, Giuseppe Bonadonna, Maria Giardina: 1 anno reclusione + 2 mila euro multa
Nicola Andrea Policardo: 1 anno reclusione + 2 mila euro multa
Salvatore Cucina: 1 anno reclusione + 2 mila euro multa
Antonio Arnone: 2 anni reclusione
Franco Allegri e Maria Pezzotta: 10 mesi reclusione
Raffaella Danile: 10 mesi reclusione
Calogero Pullara: 2 anni e 6 mesi reclusione + 1500 euro multa
Va anche detto che con ogni probabilità il Pm sarà chiamato a formulare nuovamente le richieste di pena tenuto conto che per l’imputato De Rubeis – come è stato rilevato dal difensore in udienza – oggi sono state fatte contestazioni suppletive di reato. Ed in questo caso bisogna consentire all’imputato di riceverne comunicazione nei tempi e mei modi previsti dal codice.
Dunque, l’udienza è stata rinviata al prossimo 5 luglio, il Tribunale valuterà le richieste della difesa di De Rubeis ed andrà oltre con ripetizione delle richieste di pena.





