Appalti e mazzette, si dimette il sindaco di Sommatino Salvatore Letizia
Il primo cittadino è accusato di corruzione
“Oggi ho ufficialmente presentato le mie dimissioni irrevocabili e con effetto immediato dalla carica di Sindaco del Comune di Sommatino Ritengo che le mie dimissioni siano un atto dovuto e di rispetto nei confronti della Città di Sommatino che ritengo di avere amministrato con correttezza e serietà. Pertanto, intendo difendermi e dimostrare la mia completa estraneità ai fatti che mi vengono contestati da libero cittadino e impedire ulteriori speculazioni politiche che non fanno altro che danneggiare l’immagine della mia Città che certamente non merita siffatte aggressioni mediatiche a dispetto del sacro principio di innocenza fino a prova contraria, ovvero fino sentenza definitiva e irrevocabile”. Con queste parole il sindaco Salvatore Letizia annuncia le dimissioni dalla carica di primo cittadino, dopo la richiesta di arresto da parte della Procura della Repubblica di Caltanissetta. Secondo l’accusa, Letizia, insieme al dirigente tecnico comunale Roberto Alotta e all’imprenditore favarese Diego Caramazza, avrebbero agevolato o pagato per ottenere l’assegnazione di appalti sul territorio comunale.
“Desidero, scrive l’ormai sindaco Letizia, inoltre sottolineare quanto sia stata significativa per me la mia esperienza da Sindaco e quanto io abbia apprezzato il lavoro svolto da chi mi ha collaborato nella Giunta e nel Consiglio Comunale. Desidero altresì, ringraziare il Segretario Comunale, il Capo Gabinetto i Dirigenti e tutti gli impiegati comunali per l’impegno profuso nell’attività amministrativa ed operativa nel territorio comunale e per il supporto ricevuto durante il mio mandato. Inoltre, ringrazio quanti mi hanno accordato la loro fiducia e mi sono vicini anche in questa assurda vicenda che mi viene contestata”, ha concluso.
Nei giorni scorsi a rassegnare le dimissioni anche il vicesindaco Mariangela Castellano che in una lettera rivendica la correttezza del proprio operato e la fiducia nella magistratura. “Ripongo la mia incrollabile fiducia nell’operato della Magistratura, nella certezza che, all’esito degli accertamenti, emergeranno in modo inequivocabile la correttezza del mio agire e la mia assoluta innocenza. Il mio operato di amministratore è stato sempre trasparente e volto unicamente al perseguimento del pubblico interesse, lontano da logiche e pratiche che non mi appartengono e da cui prendo le più nette distanze. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, confermo sin d’ora la mia piena e incondizionata disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti, fornendo ogni chiarimento che si rendesse necessario per una celere e completa definizione della mia posizione. Questa scelta, sebbene dolorosa sul piano personale, non costituisce in alcun modo un’ammissione di responsabilità, bensì la più alta forma di rispetto verso i cittadini e l’Istituzione che rappresento. La cessazione dalle cariche pubbliche, infatti, non elide il pericolo di strumentalizzazioni, ma è un passo necessario per dimostrare che il mio unico interesse è la tutela dell’Ente, anche a costo di un sacrificio personale”.


