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Maddalusa, il Consiglio comunale: “Sia garantito a tutti il minimo vitale”

La mozione chiede al sindaco di superare l'ipotesi del rifornimento ai soli soggetti fragili, garantendo l'acqua a tutti

Pubblicato 2 ore fa

Il Consiglio Comunale di Agrigento entra in campo sulla questione Maddalusa e impegna il sindaco a garantire a tutti i cittadini il “minimo vitale”, indipendentemente dalla condizione di “fragilità”. E’ questo il senso di una mozione urgente presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia che arriva nel corso del dibattito in aula Sollano dinnanzi ad una folta rappresentanza degli stessi residenti della Zona A. Un confronto lungo con il sindaco in cui quasi ogni gruppo politico ha espresso la propria posizione sul tema, chiedendo in larga parte più “coraggio” al primo cittadino, senza però mai entrare nel cuore giuridirico della vicenda: dopo che avremo portato l’acqua a tutti i residenti, che ne faremo delle case? Sono stati pochi gli interventi che hanno detto esplicitamente che bisognerà trovare una soluzione politica (sanatoria, revisione dei confini del Parco ecc), con chi, anzi, ha pure messo in guardia i residenti dal chiedere di potersi rifornire perchè rientranti nella categoria dei fragili giacchè – come ha detto il consigliere William Giacalone – significherebbe “invitare il lupo nel pollaio”, dato che sarebbe automatico poi dover valutare se la casa ha o meno l’abitabilità, facendo così scattare lo sgombero.

La mozione, proposta dal gruppo di FdI e presentata dal consigliere Pasquale Spataro, parte dall’assunto che Maddalusa, negli anni, è stata interessata dalla realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e dall’attivazione di servizi pubblici essenziali, tra cui la rete elettrica, il gas metano, la telefonia, la fibra ottica e la regolare iscrizione anagrafica dei residenti. Tuttavia, l’assenza di una rete di distribuzione ordinaria idonea a servire l’intera contrada rende attualmente l’approvvigionamento idrico attuabile solo attraverso modalità temporanee o sostitutive. La mozione, che cita vari riferimenti normativi nazionali e internazionali, tra cui la Costituzione Italiana, le risoluzioni dell’ONU sul diritto all’acqua e la Legge Regionale Siciliana n. 19 del 2015 (in particolare il riferimento al minimo vitale di 50 litri pro capite), ma – si precisa nell’atto, non entra nel merito delle valutazioni dell’Autorità Giudiziaria, della Prefettura, del Parco Archeologico, dell’ASP o di AICA, né costituisce un riconoscimento della regolarità urbanistica degli immobili coinvolti, ma rappresenta esclusivamente un indirizzo politico-amministrativo volto alla salvaguardia dei diritti fondamentali della persona e della salute pubblica.

Attraverso questo provvedimento, l’organo consiliare impegna formalmente il sindaco e la Giunta Comunale ad attivare con la massima urgenza ogni iniziativa utile a garantire ai residenti della contrada Maddalusa il quantitativo minimo vitale di 50 litri d’acqua pro capite al giorno, anche tramite modalità di approvvigionamento temporanee. L’amministrazione dovrà inoltre intervenire nell’assemblea dei sindaci di Aica per coordinare le azioni necessarie e richiedere all’Asp una relazione dettagliata sulle condizioni igienico-sanitarie della contrada. Ove sussistano i presupposti di legge, la Giunta è invitata ad adottare provvedimenti contingibili e urgenti per prevenire pericoli per la salute pubblica. Infine, il sindaco e la Giunta dovranno riferire al Consiglio Comunale, entro dieci giorni dall’approvazione della mozione, in merito alle misure adottate e all’esito delle interlocuzioni con i vari enti coinvolti per risolvere questa emergenza.

Sodano, nel corso dei suoi interventi, ha ribadito che l’ipotesi di rifornire i soggetti fragili sia al momento l’unica possibile e che, nelle attività di controllo, è emerso che vi siano, a Maddalusa, “Ville con piscine piene” e che sia necessario comprendere come ciò sia possibile, oltre che esercizi commerciali (B&B). La risposta a questa domanda è abbastanza semplice, in realtà: nonostante siano abusivi ci sono decine di abitazioni che hanno ottenuto in questi anni un “regolare” contratto con il servizio idrico, tanto che Aica sta oggi pensando ad agire con annullamenti in autotutela.

Scontenti, ovviamente, i residenti presenti in aula, che continuano a chiedere al sindaco un’ordinanza contingibile e urgente per consentire il rifornimento di tutti gli abitanti ai sensi di un’emergenza sanitaria in atto.

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