Apertura

Corruzione, pm impugnano ordinanza e chiedono il carcere per l’imprenditore Caramazza

I pm chiedono la custodia in carcere per l’imprenditore di Favara, già ai domiciliari, per una mazzetta di 45 mila euro per ottenere lavori pubblici a Sommatino

Pubblicato 1 ora fa

La Procura di Caltanissetta ha impugnato l’ordinanza con la quale erano stati disposti gli arresti domiciliari per Dino Caramazza chiedendo, invece, la custodia in carcere per l’indagato. Il provvedimento è firmato dal pm Luigi Lo Valvo e il caso approderà questa mattina davanti il tribunale della Libertà. La vicenda ruota intorno ad un presunto giro di corruzione al Comune di Sommatino che, nelle scorse settimane, ha portato all’arresto sia dell’imprenditore favarese che dell’ormai ex sindaco Salvatore Letizia. Il gip Lorena Santacroce aveva disposto nei loro confronti gli arresti domiciliari accogliendo soltanto parzialmente le richieste della Procura. Adesso i pm rilanciano e chiedono al Riesame una misura più severa nei confronti di Caramazza. Quest’ultimo, peraltro, è stato raggiunto negli scorsi giorni da un nuovo provvedimento (sempre domiciliari ndr) per la vicenda dell’appalto milionario, ritenuto “truccato”, della Mosella.

L’inchiesta nissena, denominata “Scacco”, ipotizza un sistema di tangenti per ottenere lavori pubblici. All’imprenditore Caramazza, in particolare, viene contestato di aver pagato una mazzetta di 45 mila euro al sindaco Salvatore Letizia, al responsabile dell’area tecnica del Comune, Roberto Alotta, e al Rup Calogero Vendra, per l’affidamento diretto dei lavori della villa Garibaldi di Sommatino, per la perizia di variante e la promessa di ottenere anche i lavori del cimitero comunale. Per la Procura di Caltanissetta l’imprenditore favarese avrebbe pagato una mazzetta di 45 mila (15 mila euro a testa ndr) a sindaco, dirigente e funzionario in cambio dell’affidamento diretto (avvenuto l’8 maggio 2025 ndr) dei lavori relativi alla recinzione dei marciapiedi, della sistemazione dei muretti, dei pilastri e dei vialetti della Villa Garibaldi. L’importo complessivo dell’appalto era di 94.449 euro ai quali si sono aggiunti ulteriori 61.208 euro e, ancora, 30 mila euro con la perizia di variante. Sindaco, dirigente e Rup – secondo l’ipotesi degli inquirenti – avrebbero mantenuto appositamente separati i due appalti relativi alla Villa Garibaldi nonostante si trattasse di lavori che, in forza di canoni di efficacia dell’azione amministrativa, dovevano essere affidati con un unico appalto in modo da restare al di sotto la somma di 150 mila euro. L’accordo corruttivo, secondo quanto sostiene la Procura di Caltanissetta, prevedeva anche la promessa di affidare al Caramazza anche i lavori per sistemare loculi e servizi igienici del cimitero comunale. Il gip Lorena Santacroce, accogliendo parzialmente le richieste dei pm, aveva disposto i domiciliari  per il sindaco dimissionario Salvatore Letizia e per l’imprenditore Caramazza.

Sempre il giudice ha disposto altre quattro misure: la sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio svolta quale dipendente dal Comune di Sommatino per Roberto Alotta, con divieto di esercizio di ogni attivita’ inerente il predetto Ufficio o servizio per la durata di 12 mesi; il divieto di esercitare la professione di architetto nonche’ la misura interdittiva del divieto di contrattare con la P.a., con divieto di concludere contratti con le pubbliche amministrazioni, per la durata di 12 mesi, per Vendra Calogero. E ancora: divieto di esercitare attivita’ di impresa nel settore edilizio e di ricoprire uffici direttivi in persone giuridiche o imprese operanti nel medesimo settore, insieme alla misura interdittiva del divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione, con divieto di concludere contratti con la P.a., salvo che per ottenere prestazioni di pubblico servizio, per la durata di 12 mesi, per Pulci Luigi; il divieto di contrattare con la P.a., salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio, per la durata di 12 mesi, per Pulci Lorenzo. Nei confronti della vice sindaca Castellano e dell’assessore Rumeo, il Gip ha condiviso i gravi indizi di colpevolezza del delitto di concussione, non applicando tuttavia nessuna misura alla luce delle dimissioni dalle cariche che hanno fatto venire meno le esigenze cautelari. Nei confronti del sindaco il gip ha disposto anche il sequestro preventivo pari alla somma di 15 mila euro ricevuta dall’imprenditore Diego Caramazza.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N.27/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
N.27/2026
Pagina 1 di 14
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv