Interdittiva antimafia per la Sud conglomerati srl di Favara

Redazione

| Pubblicato il martedì 26 Ottobre 2021

Interdittiva antimafia per la Sud conglomerati srl di Favara

L'azienda era finita sotto osservazione nell'ambito dell'inchiesta "Xydi"
di Redazione
Pubblicato il Ott 26, 2021

Certificazione antimafia non concessa dal prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa alla ditta Sud conglomerati srl di Favara.

E’ questa la conclusione dell’iter amministrativo volto a prevenire le ingerenze mafiose all’interno di società e ditte che operano nel campo dei lavori pubblici.

Il Gruppo interforze misto (Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Dia) dopo una serrata relazione aveva sollecitato il prefetto a non rilasciare la certificazione antimafia alla ditta favarese più volte finita, in passato, al centro delle attenzioni investigative con alterne fortune.

Il pentito Maurizio Di Gati, già 15 anni fa, si era ricordato nei suoi racconti della ditta favarese chiamando in causa due suoi amministratori. Ma tali dichiarazioni, nell’immediato, non trovarono sbocchi.

Adesso, la decisione di emettere una interdittiva che pregiudica ogni futura attività imprenditoriale della Sud conglomerati srl. Nel corposo fascicolo presentato in prefettura a sostegno del diniego del rilascio della certificazione antimafia, è stato inserito recentemente il contesto investigativo emerso nel corso dell’indagine “Xydi”, laddove emerge con assoluta chiarezza il ruolo opaco della ditta favarese che, come si legge nelle carte, avrebbe cercato protezione e sostegno, pagando regolarmente il pizzo, a mafiosi agrigentini, come ad esempio, il ravanusano Luigi Boncori intercettato all’interno dello studio dell’avvocato Angela Porcelllo (arrestata) mentre conversava con il mafioso Giancarlo Buggea (ex compagno della Porcello) e il favarese Giuseppe Sicilia.

Nel mirino degli investigatori, una commessa da eseguire proprio a Ravanusa così descritta nel provvedimento di fermo del febbraio scorso: “Le investigazioni svolte dalla polizia giudiziaria consentivano di accertare che: “… i lavori che Costa doveva effettuare a Ravanusa sono quelli relativi al rifacimento del manto stradale di alcune vie urbane del nominato Comune. Il progetto esecutivo di detti lavori veniva redatto dall’arch. Alesci Sebastiano (Rup dei lavori) e la somma complessiva per l’esecuzione dell’opera era di euro 99.995,32. Con verbale di gara del 08.04.2019 i lavori venivano assegnati alla impresa favarese Sud Conglomerati s.r.l. che offriva un ribasso d’asta del 4,7%, per un importo al netto del ribasso d’asta di euro 78.393,78 + euro 1.678,78 per oneri di sicurezza e quindi per un importo contrattuale netto di euro 80.072,56. Il capitale sociale della Sud Conglomerati s.r.l., ammontante ad euro 46.481,12, risulta variamente ripartito tra i vari soci” e tra questi Antonio Costa (socio con una quota del 12,5%) e Gaetano Fanara (alias “u zu Tanu”, anche lui socio con una quota del 12,5%), finiti al centro delle attenzioni mafiose e dei relativi discorsi tra boss a proposito del pagamento di una tangente reclamata a viva forza da Luigi Boncori.

di Redazione
Pubblicato il Ott 26, 2021


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