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Omicidio Salvatore Lupo, eseguita autopsia: a sparare killer con precisione e freddezza

Emergono i primi dettagli sull’omicidio dell’ex presidente del consiglio comunale di Favara

Pubblicato 4 anni fa

Due colpi di arma da fuoco per uccidere Salvatore Lupo: il primo, letale, alla tempia; il secondo sotto l’ascella. Un terzo colpo, forse il primo esploso da un revolver calibro 38, non è andato a segno. A sparare un killer, molto probabilmente più alto della vittima, che ha mostrato estrema dimestichezza e precisione nell’utilizzare una pistola. Emergono i primi dettagli sull’omicidio dell’ex presidente del consiglio comunale di Favara, ucciso due giorni fa all’interno dell’American Snack Bar in via IV Novembre. Nel primo pomeriggio è stata eseguita l’autopsia – effettuata dal dottor Cataldo Raffino all’interno dell’obitorio dell’ospedale di Agrigento, sul cadavere di Salvatore Lupo. 

Il killer ha sparato da una distanza di circa 60-80 cm dalla vittima, posizionata di fronte al bancone del bar. Presenti i legali delle sei persone offese – gli avvocati Salvatore Pennica e Mimmo Russello – individuate nei parenti più stretti e nella moglie. Quest’ultima ha nominato anche un consulente tecnico di parte presente all’esame: la dottoressa Lorendana Minacapilli Marotta).

Entro 90 giorni è atteso l’esito della perizia necroscopica che certificherà con precisione le cause specifiche della morte di Lupo e “quanto altro di utile” per le indagini sul delitto. Intanto la Procura di Agrigento, con il procuratore capo Luigi Patronaggio, l’aggiunto Salvatore Vella ed i sostituti Paola Vetro e Barbara Cifalinò, ha aperto un fascicolo di inchiesta. Le indagini procedono spedite, ma sono rese difficili dall’assenza di testimonianze determinanti. 

Nessuno ha visto niente, nessuno ha saputo fornire indicazioni utili alle investigazioni dei carabinieri. Un agguato “programmato nei minimi particolari ed eseguito a sangue freddo” dicono gli inquirenti che ad oggi escludono che sia un delitto di mafia. Secondo quanto si apprende dai verbali delle persone sentite non emergerebbero testimonianze significative per trovare il killer. Anche sul fronte telecamere non ci sarebbero impianti di video sorveglianza attivi nella zona e l’unico occhio elettronico vicino al luogo dell’omicidio non inquadra il bar.

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