Concussione, assoluzione definitiva per ex deputati Vitrano e Bonomo
Entrambi erano stati condannati in primo grado a sette anni Vitrano e a sei anni e mezzo Bonomo
La sesta sezione della Cassazione ha dichiarato ieri a tarda sera inammissibili i ricorsi presentati dalla Procura generale di Palermo e dalla parte civile nei confronti di Gaspare Vitrano, originario di Misilmeri (Palermo) e del siracusano Mario Bonomo, ex deputati regionali siciliani del Pd (Bonomo poi passo’ ad altri gruppi politici), imputati di concussione nei confronti dell’imprenditore del fotovoltaico Giovanni Correro.
Entrambi erano stati condannati in primo grado a sette anni Vitrano e a sei anni e mezzo Bonomo, mentre il nipote del deputato aretuseo, Marco Sammatrice, anche lui definitivamente assolto ieri sera, ne aveva avuti quattro e mezzo. Vitrano era stato arrestato in flagranza di reato l’11 marzo 2011 dalla Squadra mobile, negli uffici dell’Asp 6, in via Giacomo Cusmano, a Palermo: con lui c’era Piergiorgio Ingrassia, un ingegnere poi risultato socio di fatto dei due politici, che gli stava consegnando una busta contenente diecimila euro.
La vicenda si inquadrava nella concessione di alcune autorizzazioni chieste nell’ambito delle energie alternative dall’imprenditore Correro, che sarebbe stato sottoposto a richieste di denaro da Ingrassia, ma a nome di Vitrano e Bonomo. Nonostante l’arresto in flagranza di Vitrano, il successivo coinvolgimento di Bonomo e Sammatrice (rimasti sempre a piede libero) e le successive confessioni del loro socio di fatto Ingrassia, i legali dei due politici, gli avvocati Vincenzo Lo Re, Fabrizio Biondo e Paolo Ezechia Reale, hanno dimostrato in appello che nessuna pressione illecita venne esercitata dai due deputati regionali, in carica fra il 2007 e il 2012. Ingrassia patteggio’ due anni ed e’ dunque l’unico colpevole in tutta la vicenda: si era poi costituito parte civile contro gli altri imputati ma ora anche i suoi ricorsi non sono stati accolti. Vitrano rimase 34 giorni in carcere e ora potra’ pure chiedere il risarcimento per ingiusta detenzione.




