Giudiziaria

Palma, dopo lo sfregio con l’acido scenario ribaltato, l’uomo (arrestato) accusa: “Io aggredito”

A intervenire sulla vicenda anche il procuratore della Repubblica di Agrigento, Giovanni Di Leo con un comunicato stampa

Pubblicato 3 mesi fa

Rimangono stabili le condizioni della cinquantenne di Palma di Montechiaro che ieri è stata ricoverata d’urgenza all’Ospedale di Agrigento per delle ustioni sparse sul corpo. La donna avrebbe raccontato che l’ex compagno, che aveva già denunciato per violenze, le avrebbe teso un agguato all’ingresso della casa di Via Tiepolo, in cui l’uomo viveva, nel momento in cui si sarebbe allontanata da una struttura di accoglienza alla quale era stata affidata dopo l’attivazione del “codice rosso” e che nel tentativo di difendersi l’acido usato per l’aggressione aveva colpito anche l’uomo. Lui, Saro Gioacchino Morgana, è stato prima medicato all’ospedale di Licata e poi trasferito in codice rosso al centro grandi ustionati dell’Ospedale Cannizzaro di Catania dove è stato posto in stato di arresto e piantonato da due agenti. L’udienza di convalida, nell’attesa dell’evoluzione delle sue condizioni di salute, non è stata ancora fissata.

Morgana, quarantanove anni, intanto è stato interrogato e ha negato i fatti raccontando ai poliziotti di essere stato lui a subire un’aggressione da parte dell’ex compagna. L’uomo, in passato, era stato denunciato per maltrattamenti e aveva piccoli precedenti di polizia per furto e droga

A intervenire sulla vicenda è stato anche il procuratore della Repubblica di Agrigento, Giovanni Di Leo che in un comunicato stampa ha affermamto: “La diffusione incontrollata di notizie di stampa circa l’avvenuta aggressione con acido in danno di una donna, avvenuta a Palma di Montechiaro nella giornata di ieri, da parte di persona ex convivente, allo stato indagata, sta determinando concreto pregiudizio alle indagini. Lo stato del tutto preliminare, e avviato da meno di 36 ore, degli accertamenti sulla vicenda non consente alcuna conclusione di alcun genere. L’interesse pubblico su una simile vicenda, acuito da recenti, plurimi, gravissimi episodi di violenza di genere non può e non deve scadere – sottolinea Di Leo – nella morbosità, nel linciaggio mediatico o nella formazione e diffusione di voci e notizie incontrollate, a detrimento della serenità e completezza degli accertamenti, della genuinità degli atti, e soprattutto dei diritti alla riservatezza delle persone coinvolte e dell’indagato. Si raccomanda a tutti pertanto – conclude il procuratore di Agrigento – la massima cautela”.

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