Mafia

La strage di Porto Empedocle, niente risarcimento ai familiari di una delle vittime innocenti 

L'uomo fu ucciso mentre prendeva un gelato al bar Albanese

Pubblicato 11 ore fa

Nessun risarcimento danni per i familiari di una delle due vittime innocenti, uccisa nella prima strage mafiosa di Porto Empedocle il 21 settembre 1986. Il pensionato di 67 anni, stava prendendo un gelato in compagnia della moglie tra i tavoli del bar Albanese. L’attività commerciale, frequentata all’epoca dal clan Grassonelli, fu presa di mira da un commando di Cosa nostra che sparò all’impazzata uccidendo i vertici della cosca: Giuseppe Grassonelli, “patriarca” della Stidda, il figlio Gigi, i due guardaspalle Salvatore Tuttolomondo e Giovanni Mallia.

Tra le vittime anche due persone che niente avevano a che vedere con questa guerra. I familiari del pensionato avevano avanzato richiesta di risarcimento danni citando in giudizio gli eredi del boss Giuseppe Vetro, al vertice della cupola agrigentina nonché padre Carmelo, oggi al centro di un’inchiesta per corruzione alla Regione Siciliana. Per la Cassazione “deve escludersi che nei confronti di Giuseppe Vetro sia stata raggiunta la prova della responsabilità penale per tale omicidio».

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