Agrigento

Esclusa dal progetto “Spartacus”, agrigentina risarcita con 15 mila euro

Il Cga stabilisce il risarcimento nei confronti di una agrigentina "ingiustamente esclusa da una selezione pubblica per esperti in politiche attive del lavoro"

Pubblicato 2 ore fa

Chiedere un requisito inesistente per escludere un candidato da un concorso non è solo un errore burocratico: è una “colpa grave” che fa scattare il risarcimento danni. Lo ha stabilito il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) per la Regione Siciliana che, con la sentenza n. 847 del 18 dicembre 2025, ha messo la parola fine a un lungo contenzioso legato al “Progetto Spartacus”. L’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro è stato condannato a risarcire la signora C.D.C., di Agrigento, ingiustamente esclusa da una selezione pubblica per esperti in politiche attive del lavoro.

La vicenda nasce nel 2013, quando la Regione affida al CIAPI di Priolo la realizzazione del progetto “Spartacus”. La candidata, difesa dagli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, viene esclusa perché non iscritta all’Albo regionale degli operatori della formazione professionale. Tuttavia, il requisito era giuridicamente impossibile da soddisfare: l’albo in questione non era ancora stato istituito. Nonostante l’evidente paradosso, l’Amministrazione respinse l’istanza di riesame e il TAR, in prima battuta, diede ragione alla Regione. Il ribaltamento arriva grazie alla determinazione della ricorrente e alla strategia dei legali: Nel 2019, il CGA riconosce l’illegittimità dell’esclusione: non si può pretendere l’iscrizione a un albo che non esiste. Forte della vittoria, la candidata chiede il risarcimento per la mancata partecipazione al progetto.

 Il TAR, tuttavia, respinge la domanda risarcitoria sostenendo che il progetto “Spartacus” non fosse mai partito a causa dei rilievi della Corte dei Conti, rendendo quindi il danno “non effettivo”. Il CGA ha ora ribaltato definitivamente la decisione di primo grado. Accogliendo le tesi degli avvocati Rubino e Marino, i giudici hanno qualificato la condotta della Regione come gravemente colposa.

“L’Amministrazione ha agito in palese violazione dei principi di legalità e correttezza, pretendendo un requisito inesistente al momento della selezione.” Secondo il Consiglio, la responsabilità della Pubblica Amministrazione è di natura extracontrattuale: quando l’azione amministrativa viola le regole di imparzialità e buona amministrazione, scatta il dovere di ristorare il cittadino danneggiato.

Il CGA ha riconosciuto il nesso di causalità tra l’esclusione illegittima e il danno economico subito, condannando l’Assessorato al pagamento di 15.000,00 euro a titolo di risarcimento del danno patrimoniale, oltre interessi legali a decorrere dalla pubblicazione della sentenza. Una decisione che ribadisce un principio fondamentale: l’Amministrazione risponde dei propri errori quando questi calpestano i diritti dei candidati e le regole elementari della selezione pubblica.

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