Il caso Sea Watch e Carola Rackete, Patronaggio: “In sentenza nessun tema di carattere politico”
Lo ha detto il procuratore generale a Cagliari, ed ex procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, in merito al caso della Sea Watch 3
“Le sentenze per essere legittimamente criticate vanno lette e vanno lette con onestà intellettuale e con corretti strumenti giuridici. Nella sentenza del giudice civile di Palermo non è svolto alcun tema che, anche lontanamente, si possa definire di carattere politico. Si tratta banalmente del riconoscimento di un risarcimento danno per un fermo illegittimo non giustificato da alcun valido provvedimento amministrativo”. Lo ha detto il procuratore generale a Cagliari, ed ex procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, in merito al caso della Sea Watch 3, per la quale il tribunale di Palermo ha stabilito il risarcimento di oltre 76 mila euro, più 14 mila euro di spese legali, per il fermo della nave avvenuto nel giugno del 2019 a Lampedusa.
“Per banalizzare – ha proseguito – il caso non è differente da chi si vede sequestrata una automobile dai vigili urbani senza un valido verbale e ne chiede la restituzione e i danni. L’unica differenza è che, il ricorrente si chiama Sea Watch e non Paolo Rossi. Anzi, a guardare bene fra le righe della sentenza, una parte politica in senso lato c’è ed relativa al mancato riconoscimento del danno morale in relazione all’attività umanitaria svolta dalla Sea Watch, ma proprio questo punto della sentenza è paradossalmente a favore della pubblica amministrazione. Nessuna politicizzazione della vicenda è quindi lecita neppure in questo infuocato clima referendario che ci si augura ritorni ad essere al più presto sereno”, ha concluso.




