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La droga sull’asse Villaseta-Palermo, chieste tre condanne e un’assoluzione 

Il pm ha chiesto la condanna del boss Capraro e di altri due agrigentini mentre per Guido Vasile ha proposto l’assoluzione

Pubblicato 3 mesi fa

La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha chiesto tre condanne e un’assoluzione nei confronti dei quattro agrigentini coinvolti in un’inchiesta su un traffico di stupefacenti sull’asse Agrigento-Palermo ma anche con diverse cessioni effettuate a Lampedusa e in altre zone della Sicilia.

Il pm Claudio Camilleri ha avanzato la richiesta di condanna a 7 anni di reclusone nei confronti di Pietro Capraro (difeso dall’avvocato Teres’Alba Raguccia), ritenuto il boss della cosca mafiosa di Villaseta, già detenuto proprio in seguito al maxi blitz contro Cosa nostra agrigentina scattato nel dicembre scorso; una richiesta di assoluzione, invece, è stata avanzata per Guido Vasile (difeso dall’avvocato Salvatore Cusumano), anche lui ritenuto dagli inquirenti un uomo d’onore della stessa famiglia mafiosa. Il pm, infine, ha chiesto altre due condanne nei confronti di altrettanti agrigentini. Si tratta di Emanuele Greco (difeso dall’avvocato Salvatore Pennica) e Giuseppe Greco (difeso dall’avvocato Salvatore Virgone): per il primo la proposta è di 4 anni e 8 mesi di reclusione mentre per il secondo 2 anni e 4 mesi.

A Capraro e Vasile, in particolare, viene contestata la detenzione e la cessione di un chilogrammo di cocaina ad alcuni palermitani per un corrispettivo di 34mila euro. Ai Greco, in concorso con Palumbo e Consiglio, viene contestata la partecipazione alla vendita di una partita di hashish dal peso complessivo di oltre 9 chilogrammi. L’inchiesta – eseguita dai militari della Guardia di Finanza – risale al 2022.

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