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L’inchiesta su Riccardo Gallo: “Chiama il fratello del Papa, portami ni tò frati ca l’è incuitari”

L’inchiesta svela il tentativo del deputato di avvicinare il cardinale agrigentino (non indagato). Secondo i pm per garantire i voti dell’elettorato cattolico alla deputata La Rocca Ruvolo facendo leva su un incarico dato al fratello (indagato)

Pubblicato 53 minuti fa

Il deputato agrigentino Riccardo Gallo, che adesso la Procura di Caltanissetta vuole arrestare per corruzione, avrebbe anche tentato di “avvicinare” il cardinale Baldo Reina, agrigentino, vicario di Papa Leone, facendo “leva” su un incarico del Cefpas dato direttamente al fratello Domenico. Sono diversi i personaggi che si inseriscono in questa delicata vicenda e, necessariamente, bisogna fare dei distinguo.

Anzitutto occorre dire che l’alto prelato agrigentino non è indagato e non era a conoscenza delle trame (secondo i pm nisseni) orchestrate e ideate da Gallo. Così come non è indagata Margherita La Rocca Ruvolo, sindaca di Montevago, coordinatrice provinciale di Forza Italia e deputata regionale. La parlamentare, tuttavia, è un tassello importante della storia poiché, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe “raccomandato” il fratello del cardinale al Cefpas. Indagato, invece, lo è quest’ultimo per l’ipotesi di reato di turbata libertà degli incanti: avrebbe ricevuto dall’Ente di formazione un incarico – pur non avendone i requisiti – per la realizzazione di una biblioteca digitale. Il motivo? Così facendo, sostiene la Procura di Caltanissetta, Riccardo Gallo avrebbe tentato di “ingraziarsi” il cardinale agrigentino per i suoi scopi. Due, quelli ipotizzati dalla Procura: intercettare i voti dell’elettorato cattolico a sostegno di Margherita La Rocca Ruvolo (candidata alle Europee del 2024 ma non eletta ndr) e far schierare il religioso in suo favore in questioni politiche private, principalmente contro i suoi avversari del tempo (Totò Iacolino in primis ndr).

Come detto, il cardinale Reina non è indagato ma la questione – per forza di cose – valica i confini giudiziari. È il 14 novembre 2024 e il trojan installato nel cellulare di Gioacchino Pontillo, ritenuta la “longa manus” di Riccardo Gallo, registra questo dialogo a cui partecipa anche il direttore del Cefpas Sanfilippo. Il deputato agrigentino si rivolge a quest’ultimo: “Chiama al fratello do Papa, drocu, chistu c.. ci dici: “nni vò frequentazioni ccà? Portami nnì to frati ca l’è incuitari pi sta cosa”.. mi segui o no? dagli ..dagli la prospettiva di lavoro ah!”. In chiusura, dunque, la Procura di Caltanissetta sostiene che l’incarico per la realizzazione della biblioteca digitale (importo iniziale di 128 mila euro) sia stato affidato a Domenico Reina non per le sue competenze ma perchè fratello del cardinale, amico della deputata Margherita La Rocca Ruvolo, principale sponsor della vicenda. Una vicenda tutta politica (e non nell’interesse pubblico del Cefpas) che, sottolineano gli inquirenti, non sarebbe potuta avvenire senza l’avallo di Riccardo Gallo e del suo accordo corruttivo con il direttore del Cefpas.

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