Corruzione nell’Agrigentino, annullati domiciliari per funzionaria e impiegato comunali
Annullata l’ordinanza del Riesame con la quale erano stati disposti i domiciliari per una funzionaria di Comitini e un dipendente comunale di Porto Empedocle
La Cassazione, accogliendo il ricorso avanzato dall’avvocato Antonino Gaziano, ha annullato con rinvio l’ordinanza del Riesame con la quale era stata disposta la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Rosaria Valenti, funzionaria addetta all’ufficio Anagrafe del Comune di Comitini. Ci sarà quindi un ulteriore passaggio al tribunale della Libertà che dovrà pronunciarsi, dunque, sull’eventuale misura cautelare da applicare (o meno) all’indagata. La vicenda è legata all’inchiesta della procura di Agrigento sulle cittadinanze italiane concesse a cittadini brasiliani in cambio di denaro e utilità.
Analoga decisione è stata presa nei confronti di un altro indagato, Gioacchino Di Marco Zingarello, responsabile dell’ufficio carte di identità del Comune di Porto Empedocle. Anche per l’empedoclino, difeso dall’avvocato Luigi Troja, si dovrà pronunciare altra sezione del Riesame. Il dipendente comunale è accusato di corruzione e, in particolare, di aver incassato cinquanta euro a pratica per “velocizzare” l’iter del rilascio delle carte di identità elettroniche. I soldi venivano consegnati al dipendente comunale talvolta all’interno di una busta oppure nascosti tra due fogli. Tre gli episodi contestati (tra ottobre e dicembre 2023) a Gioacchino Di Marco Zingarello e al titolare dell’agenzia. È il 4 dicembre 2023 e all’interno dell’ufficio carte di identità del comune di Porto Empedocle le cimici della polizia registrano questo passaggio: il titolare dell’agenzia chiede alla sua assistente di comprare una busta regalo, farsi dare cinquanta euro da una cliente brasiliana in attesa della carta di identità e portarli al dipendente comunale. Quest’ultimo prende la busta e la mette in tasca. Il riscontro arriva poco dopo quando la cittadina brasiliana viene fermata ad un posto di blocco della polizia (creato appositamente). La telefonata intercettata con il titolare dell’agenzia è emblematica: “Eh.. carta di identità fatta.. mi ha fermato la polizia.. abbiamo inaugurato la carta di identità”. Una settimana più tardi – 11 dicembre 2023 – avviene un secondo episodio analogo. Questa volta è lo stesso titolare dell’agenzia che si presenta al Comune per la carta di identità destinata ad un brasiliano. I soldi questa volta vengono consegnati all’interno di un foglio piegato in due parti. Il dipendente comunale li prende e se li mette in tasca. Nelle scorse settimane la Procura di Agrigento ha chiuso l’inchiesta nei confronti di 22 indagati tra i quali un sindaco, pubblici ufficiali, vigili urbani, un avvocato e faccendieri.
L’intera vicenda verte sul cosiddetto “ius sanguinis”, vale a dire il principio giuridico per cui si acquisisce la cittadinanza italiana automaticamente se uno dei genitori è italiano, indipendente dal luogo di nascita. Secondo la procura di Agrigento in alcuni comuni della provincia (Camastra, Comitini, Porto Empedocle su tutti) questo iter sarebbe stato per così dire “velocizzato” grazie ad accordi corruttivi.


