Agrigento

E’ morto Emanuele Lo Vullo: Agrigento in lutto

Il ricordo commovente di Giovanni Parisi, suo amico fraterno e compagno di tante avventure

Pubblicato 3 settimane fa

E’ morto a Palermo dove si trovata ricoverato in ospedale, Emanuele Lo Vullo, 69 anni, personaggio eclettico e gran signore, che ad Agrigento ricordano e, oggi, piangono tutti. Inutile tentare di raccontarne la vita e le gesta perché meglio di ogni altro lo ha fatto Giovanni Parisi, suo amico fraterno e compagno di tante avventure, con un post su facebook che rende onore e memoria:

Caro Manueli, ci siamo conosciuti quando eravamo una “cartata di ossa messi in piedi” e prima che tuo padre ti comprasse la batteria che tu desideravi tanto.

Quando venivo a casa tua mi piaceva che con due bacchette comprate da Pecorilla suonavi s utilizzando la sedia ed alcune pentole prese dalla cucina ed altri utensili. Eri davvero bravo già il talento musicale che avevi si esprimeva benissimo su quell’arnesi, con tua mamma che ti cazziava ma nello stesso tempo si compiaceva. Abbiamo frequentato la terza media insieme con tanti altri amici eravamo una classe di “fenomeni” tutti ripetenti che della scuola non ce ne fregava niente. Ricordi quelle mangiate incredibili durante la ricreazione con i panini con le panelle comprata a turno da ognuno di noi dal palermitano in piazza stazione ed imbottiti con il doppio delle panelle necessarie? Ero contento che, dopo aver acquistato la batteria, ti sei messo a suonare con un gruppo di giovani musicisti formando un bel complesso “Tau e i Dales, con il povero Enzo Frangiamore con la sua mitica Rickenbacker Paolo Punturello ed altri. Ricordo il giorno in cui nel 73’ mi dicessi che andavate a suonare a Palermo al Pop Festival alla favorita dopo aver inciso un disco a Napoli, che conservo gelosamente a casa. Avevi indosso una camicia nera di pizzo (come si usava in quegli anni) e un pantalone nero a zampa di elefante. Un vero artista pop con i capelli lunghissimi con un fisico di 50 Kg.

Abbiamo trascorso tanti anni insieme al viale con tantissimi amici ed amiche, stavamo insieme tutti i giorni con Giacomino Cutaia un bravo percussionista con cui abbiamo condiviso tanti ma tanti episodi particolari. Ogni anno ci organizzavamo a dicembre per il convegno Pirandelliano e a febbraio per la Sagra, non vedevamo l’ora che iniziasse per stare dietro alle ragazze del convegno al Jolly Hotel e alle majorettes dalla mattina a notte inoltrata dietro a loro. Con la Mercedes di Gigi Costanza   ci posteggiavamo sotto l’albergo del viale dove alloggiavamo sperando che almeno si affacciassero alla finestra per vederle.

Ognuno di noi già dal primo giorno si fidanzava con una di esse ovviamente in maniera virtuale senza che la prescelta sapesse nulla. Ci piaceva sognare così con meno di poco si rideva si scherzava si fumava dentro la Mercedes in attesa che il giorno dopo le ragazze uscissero per sfilare e noi dietro a loro per tutti i sette giorni e qualche volta anche otto per la festa a Naro. Nel 74’ siamo andati insieme a Palermo per vedere i Gentle Giant un grande complesso inglese che si esibivano al Teatro Biondo. Siamo partiti con due sacchi a pelo in autostop la mattina e siamo arrivati nel pomeriggio in tempo per acquistare i biglietti e vedere il concerto tanto atteso.

Per fortuna all’interno del teatro abbiamo incontrato Paolo e tanti altri amici marinisi, che ci hanno fatto evitare di dormire dentro i sacchi a pelo ritornando ad Agrigento con le loro auto. Come non ricordare i lunghi pomeriggi giù nel salone dell’Immacolata dove Pippo Flora preparava i suoi spettacoli con tanti giovani artisti. Ci divertivamo con quasi niente e la sera alle 21,00 eravamo a casa stanchi e felici di stare insieme a tanti amici. Non occorreva drogarci né ubriacarci per divertirci ci divertivamo con poco sognavamo ad occhi aperti ci bastava frequentare il viale dove avevamo tanti amici, il gruppo del professor Flora, e il “club” di via santo spirito dove il gruppo musicale faceva le prove.

Un giorno mi hai telefonato e mi hai detto di salire subito al club per una bella sorpresa che mi attendeva. Arrivato lì restai pietrificato, c’era il Banco del Mutuo Soccorso invitato da Paolo per suonare un po’ di musica. Quel giorno toccai il cielo con un dito ero insieme ai componenti di un gruppo di rock progressivo con cui potevo parlarci. Il banco l’ho conosciuto musicalmente, grazie a Sandro Sciarratta uno che sapeva tutto dei nuovi gruppi emergenti, perché mi regalò un disco che aveva la copertina con un bel salvadanaio.

Dopo un pomeriggio passato insieme a loro la sera andammo al Supercinema ad ascoltarli e dopo a chiacchierare con loro fino a tarda notte.Momenti indimenticabili di oltre 50 anni fa che difficilmente posso dimenticare come quel giorno che andammo a Pachino insieme a Giacomino per ascoltare un gruppo rock importantissimo di cui non ricordo il nome e Giacomino si piazzò proprio sotto le casse acustiche perché doveva ascoltarli al meglio.

E come dimenticare anche il giorno in cui mi facesti conoscere margherita che poi diventò la tua compagna di vita con cui hai condiviso per tanti anni la tua vita. Malgorzata era davvero bella quando arrivò ad Agrigento dalla lontana Polonia, poverina non capiva una parola quando siamo andati al bar la Preferita a festeggiare, Lei si trovò subito a proprio agio con tutti perché era innamoratissima di te. Dopo qualche settimana, già parlava bene l’Italiano e si era subito ambientata benissimo con la città e con tutti gli amici tuoi che poi erano anche miei. Hai lavorato seriamente con me alla fiera come collaboratore un ufficio la mattina e la sera facevi l’artista con la mitica Big Band da me fortemente voluta per suonare tra i padiglioni della fiera strapiena di gente in una grande atmosfera di festa. Ti volevo regalare alcuni quadri per la tua nuova casa e tu mi dicesti che saresti venuto a prenderli con la macchina con quella macchina grande all’americana che tanto ti piaceva possederle. Non sei venuto mai a ritirarli e ogni volta che ci sentivamo per telefono mi promettevi che saresti venuto a prenderli.

Oggi tu te ne sei andato a ritrovare Margherita, i tuoi genitori, Paolo, Beniamino e tanti amici che sono partiti prima per quel viaggio che faremo tutti e che ci farà ritrovare insieme e i quadri sono rimasti in magazzino.

Ciao Manuè!!!!!

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