Violenza sulle donne, attivi in provincia sei sportelli di ascolto

Redazione

Agrigento

Violenza sulle donne, attivi in provincia sei sportelli di ascolto

di Redazione
Pubblicato il Nov 24, 2019
Violenza sulle donne, attivi in provincia sei sportelli di ascolto

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne 2019 la Responsabile del  Centro Antiviolenza e Antitalking “Telefono Aiuto” Dr.ssa Antonella Gallo Carrabba porta a conoscenza della popolazione della provincia di Agrigento dell’avvio operativo di SEI SPORTELLI DI ASCOLTO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE ATTIVI NEI COMUNI DI SCIACCA, RIBERA, BIVONA, CASTELTERMINI CANICATTÌ E LICATA, che rafforzano la rete già esistente del Centro Antiviolenza e Antistalking “Telefono Aiuto” di Agrigento. 

Il progetto vede coinvolte due associazioni, l’Associazione “Focus Group”Onlus di volontariato e l’Associazione Luce Centro Antiviolenza “Telefono Aiuto” che collaborano già dal 2003 e hanno lavorato costantemente per prevenire e contrastare sul tutto il territorio della Provincia di Agrigento la violenza contro le donne promuovendo numerose iniziative per la prevenzione della violenza sulle donne. Il progetto vede coinvolti anche l’ASP di Agrigento, i servizi socio-sanitari e le Forze dell’ordine della provincia di Agrigento al fine di avere un sistema efficiente ed efficace per far fronte al problema della violenza, per prevenirlo e contrastarlo consolidando una Rete Antiviolenza attiva da sedici anni.

Tra le numerose attività di prevenzione e contrasto promosse in questi anni l’Associazione “Focus Group” Onlus, l’Associazione Luce Centro Antiviolenza Telefono Aiuto con progetti patrocinati dal Ministero Pari Opportunità (il Centro antiviolenza Telefono Aiuto dal 2013 è inserito nella mappatura del 15220 dei Centri Antiviolenza Nazionali istituita dal Ministero Pari Opportunità) e dalla Regione Siciliana Assessorato della Famiglia (il Centro Antiviolenza è iscritto al’Albo regionale dei Centri Antiviolenza).

Ultimo in ordine di tempo è il progetto realizzato nell’ambito dell’avviso pubblico per la concessione di contributi finalizzati all’apertura di sportelli d’ascolto per donne vittime di violenza. D.D.G. n. 1409 del 12 luglio 2018 promosso dalla Regione Siciliana Assessorato della Famiglia.

L’Associazione “Focus Group” Onlus e l’Associazione Luce Centro Antiviolenza Telefono Aiuto hanno attivi da oggi n. 6 Sportelli Ascolto per le donne vittime di violenza e/o maltrattamenti in altrettanti comuni della provincia di Agrigento e nello specifico:

SEDI DEGLI SPORTELLI ASCOLTO

  1. “Sportello Ascolto per donne vittime di violenza BIVONA” 

Presso ASP Consultorio familiare Via Benedettine- Bivona

Tel. 0922.983032

Giorni di Apertura: Martedi dalle ore 9.30 alle ore 14:00

  Giovedi dalle ore 15:00 alle ore 18:00

  1. “Sportello Ascolto per donne vittime di violenza CANICATTI” 

Presso ASP Servizio Materno Infantile 

Via Pietro Micca n. 9 Pal. B Piano 1 – Canicatti

Tel. 0922.733581

Giorni di Apertura: Mercoledi dalle ore 9.30 alle ore 14:00

  Venerdi   dalle ore 9.30 alle ore 14:00

  1. “Sportello Ascolto per donne vittime di violenza CASTELTERMINI”.

Presso ASP Consultorio familiare

Via Kennedy n. 55 – Casteltermini

Tel. 0922.929132

Giorni di Apertura: Lunedi dalle ore 9.30 alle ore 14:00

  Giovedi dalle ore 9.30 alle ore 14:00

  1. “Sportello Ascolto per donne vittime di violenza LICATA” 

Presso Ospedale “San Giacomo D’Altopasso” – Consultorio Familiare 6 Piano

C/da Cannavecchia- Licata

Tel. 0922.869423

Giorni di Apertura: Lunedi dalle ore 9.30 alle ore 14:00

  Mercoledi dalle ore 9.30 alle ore 14:00

  1. “Sportello Ascolto per donne vittime di violenza RIBERA” 

Presso Consultorio familiare

Via Verga n.4 – Ribera

Tel. 0925.562404

Giorno di Apertura: Martedi dalle ore 9.30 alle ore 14:00

              dalle ore 15:00 alle ore 18:00

  1. “Sportello Ascolto per donne vittime di violenza SCIACCA” 

Presso Ospedale “Giovanni Paolo II”

Via Pompei – Sciacca

Tel. 0925.962303

Giorno di Apertura: Lunedi dalle ore 9.30 alle ore 14:00

              dalle ore 15:00 alle ore 18:00

Agrigento: Associazione LUCE Centro Antiviolenza e Antistalking “Telefono Aiuto” AGRIGENTO 

Salita F.sco Sala n. 15- Agrigento

Tel. 0922.22922   0922.25457 cell. 351. 2712588

Giorni di Apertura: Dal Lunedi al venerdi dalle ore 9.00 alle ore 13.00.

“Con l’apertura di sei Sportelli Ascolto nei territori sprovvisti di un tale servizio, commenta la responsabile del centro telefono aiuto Antonella Gallo Carraba, si intende aiutare le donne a porre fine al ciclo della violenza, a rafforzare la propria dignità e le risorse individuali, fornendo loro gli strumenti necessari per affrontare le condizioni che danno origine al disagio, attraverso un’azione sinergica con gli attori del territorio che secondo la propria specificità operano a sostegno e tutela delle donne vittime di violenza.  Con l’apertura dello “Sportello Ascolto” le vittime di violenza e/o maltrattamento potranno cosi avere la possibilità di avere un primo approccio con operatrici specializzate all’ascolto per poi essere successivamente prese in carico dalle operatrici esperte del centro Antiviolenza dell’associazione Luce, che è il centro di riferimento per ogni Sportello. Ciò sarà a garanzia di una positiva risoluzione della problematica. Grazie a questa possibilità le donne hanno la sicurezza di essere seguite in tutto il percorso attraverso i servizi propri del Centro Antiviolenza e grazie alla Rete territoriale già consolidata dall’Associazione Luce Centro Antiviolenza “Telefono Aiuto”.

Il personale operante al suo interno sarà costituito da:

  • operatrice d’accoglienza 
  • assistente sociale, 
  • psicologa;
  • avvocato

che si alterneranno a secondo le esigenze.

Le risorse umane impiegate per il progetto sono state adeguatamente formate dall’Associazione Luce Centro Antiviolenza tramite il progetto Obiettivo PSN 2012-AZIONE 2bis.1 – “INTERVENTI DI PREVENZIONE E CURA DELLA VIOLENZA DI GENERE promosso dalla Regione Sicilia Assessorato della Sanità e avviato dall’ASP 1 Agrigento a partire dal 02 maggio 2018 rivolto a diverse professionalità tra cui assistenti sociali, psicologi, forze dell’ordine, avvocati e operatori sociali per un totale di 30 moduli per complessivi 758 operatori.

L’attività dello Sportello Ascolto si articolerà nelle seguenti azioni:

  • primo ascolto e accoglienza della richiesta mediante un primo colloquio con l’operatrice d’accoglienza, l’assistente sociale ed eventualmente con la psicologa;
  • analisi e valutazione dei casi 
  • Valutazione delle sue risorse e potenzialità.  
  • Sviluppare l’autostima. Solo cosi si potrà cominciare a definire il nuovo percorso di autonomia
  • collaborazione con la referente del Centro Antiviolenza di riferimento;
  • attivazione di interventi specifici, in collaborazione con la referente dell’associazione Luce Centro Antiviolenza “Telefono Aiuto” e con le risorse del territorio, idonee alla soluzione del problema presentato e nella fattispecie:
  • Avvocato per la consulenza e l’assistenza legale;
  • Forze dell’Ordine per eventuale denuncia;
  • ASP e Ospedale per Pronto Soccorso e attivazione Codice Rosa.
  • implementare la rete territoriale.

Le azioni previste con questo progetto hanno tutte l’obiettivo di contrastare le barriere che ostacolano le donne a chiedere aiuto e a rimanere in silenzio. Una delle prime “Barriere” che una donna vittima di violenza domestica incontra è quella culturale, un ostacolo che di solito ferma la donna nel chiedere aiuto. Molte volte le donne si fermano nel richiedere aiuto perché fortemente legate ad un’idea tradizionale della famiglia. La “Barriera della non consapevolezza dei propri diritti” molte donne non conoscono fino in fondo quali sono i propri diritti e le leggi che possano tutelarla. La “Barriera Economica”, le donne che vivono una situazione di violenza domestica incorrono spesso anche in gravi ostacoli economici molte di queste hanno lasciato il lavoro dopo la gravidanza oppure svolgono un lavoro a “sostegno” di quello del partner per dedicarsi esclusivamente alla famiglia, cosi facendo la donna perde la completa autonomia.

“La violenza si insinua come un serpente tra le pareti domestiche di famiglie apparentemente “normali”, sottolinea la responsabile. Ogni società che voglia dirsi civile ha il dovere di intervenire, denunciare, promuovere il cambiamento.  Programmare azioni di contrasto alla violenza significa assumersi le responsabilità di fronte ad un modello di società che deve essere cambiato, dove la sopraffazione dell’altro, del più debole, diventa l’unico modo per ristabilire l’ordine sociale e l’uomo possa continuare a detenere il potere nei confronti della donna, ha continuato Antonella Gallo Carrabba. Il potenziale femminile spaventa uomini deboli che non hanno altri strumenti se non quello di sopraffare fisicamente la donna, con gesti efferati e contraddittorie affermazioni di amore”.


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