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Case a “luci rosse” ad Agrigento, condannata intera famiglia 

L’indagine che ha fatto luce su un giro di prostituzione nel centro storico di Agrigento

Pubblicato 1 mese fa

I giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento, presieduta da Wilma Angela Mazzara, hanno disposto tre condanne nel processo scaturito dall’inchiesta “Bed&Babies”, l’indagine che ha fatto luce su un giro di prostituzione nel centro storico di Agrigento. Il tribunale ha condannato a due anni di reclusione Emanuele Pace, 69 anni, ex impiegato delle Poste; la moglie Pierina Miccichè, 65 anni, e il figlio Visilij Pace, 32 anni. L’accusa, sostenuta in aula dal pm Giulia Sbocchia, aveva chiesto la condanna per tutti a 4 anni di reclusione.

L’indagine – eseguita dalla Squadra mobile di Agrigento – prende origine nel febbraio 2019 in seguito a diverse segnalazioni dei residenti della zona che hanno notato un notevole via-vai di persone. Clienti di ogni età e ceto sociale che, messi di fronte all’evidenza dalle forze dell’ordine, non hanno potuto che ammettere il reale motivo della loro presenza da quelle parti. Indagine si è arricchita con altri tasselli quali una perquisizione e alcuni annunci su un famoso sito di incontri che presentava lo stesso indirizzo. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Emilio Dejoma e Giuseppe Lo Dico. 

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