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Ritorna Totò Cuffaro mentre la cultura e la politica sono ancora  tutte da immaginare

Diego Romeo e Paolo Cilona conversano nella “Sicilia Agrigentina”

Pubblicato 5 mesi fa

Il ritorno in campo di Totò Cuffaro allarma i big degli altri partiti. Un movimentismo non solo di poltrone ma che probabilmente  andrà a rimettere ordine nel Far West della politica regionale dove non ci si stupisce più di tanto se il Pd fa eleggere nelle sue liste la segretaria nazionale della Cisl o se esponenti dell’Articolo uno passano armi e bagagli con la Dc di Cuffaro. Senza dimenticare  la Chinnici che saltando il fosso dei pregiudizi passa a Forza Italia…e via commentando. 

“La discesa in campo di Totò Cuffaro è un campanello d’allarme per i big degli altri partiti appartenenti alla stessa maggioranza politica presente a Palermo a Roma e ad Agrigento. Non a caso circolano voci di una sotterranea alleanza tra Fratelli d’Italia, Lega-Autonomia Siciliana di Lombardo – Di Mauro. È il tipico gioco tra le parti in causa in difesa dell’egemonia sul territorio agrigentino e regionale. Totò Cuffaro ha fatto proseliti in diversi paesi della provincia a dimostrazione che il potere può transitare da un partito ad un altro. È vecchia tradizione agrigentina quella di cambiare casacca per mantenere visibilità e potere. Ma è pure la provincia che segna la maggior percentuale in Sicilia in materia di voltagabbana e di saltimbanchi. In forza delle tradizioni storiche di salire sul carro dei vincitori, la discesa in campo di un uomo espertissimo nella gestione del potere come Totò Cuffaro ha allarmato gli altri big che ricorrono ad accordi sottobanco. Staremo a vedere il decorso politico”.

Il conflitto mai risolto tra israeliani e palestinesi fa paventare ancora una volta, oltre a esodi catastrofici, terremoti economici che aggravano il panorama europeo  facendo riemergere gli errori dell’Onu e della governance mondiale che ha lasciato marcire la questione mediorientale.

 “Sono assai preoccupato della situazione in corso in Israele e soprattutto nella zona palestinese dove sta prevalendo il detto occhio per occhio e dente per dente dove a causa dei forti ritardi attorno al tema della pace esplodono rancori e odio che conducono all’esasperazione tra i due popoli. Sono passati tanti anni dell’assassinio del leader israeliano Rabin da parte di un suo connazionale per bloccare il processo di pace. Oggi assistiamo al terrorismo di Hamas che ha creato lutti e devastazione al popolo israeliano e di contro l’immediata risposta dell’esercito che con forza bombarda la striscia di Gaza con altrettanti lutti e devastazioni. Il mondo intero deve lottare per la pace e la concordia tra i popoli. La guerra in Ucraina e la lotta al terrorismo in Israele alimentano più conflitti con il rischio di una terza guerra mondiale. Il mondo non può permettere la sua stessa distruzione, occorre invece trovare con urgenza il punto d’incontro tra gli opposti interessi per il bene universale della pace, la solidarietà e la convivenza mettendo da parte pregiudizi storici mai sopiti. Le diplomazie del mondo non possono lasciare spazio ai conflitti, ma debbono rimboccarsi le maniche per raggiungere la pace”.

Ci avviciniamo al 2025 e ancora Agrigento soffre per i parcheggi. A proposito, sul recente affidamento di parcheggi a ditte private, ci si è ricordati dell’incompiuto posteggio di piazzale Rosselli.? 

“Il problema dei posteggi purtroppo non ha trovato alcuna soluzione. La città non ha prodotto nuovi spazi negli ultimi tempi da adibire a posteggi. La decisione di affidare la gestione dei posteggi ai privati appare secondo Codacons un danno per le casse comunali. Senza dover entrare nella vicenda appare urgente invece definire la controversia tra il Comune e la ditta che ha seguito i lavori per il posteggio di piazzale Rosselli. L’ultimazione di detto posteggio consentirà agli automobilisti di utilizzare una struttura essenziale anche in previsione dell’evento previsto per il 2025. L’amministrazione comunale attuale deve farsi carico del problema e mettere punto fermo alla controversia”.

La recente rappresentazione di Medea al tempio dei Dioscuri suggerisce l’idea di una serie di eventi annuali per consentire a un più vasto pubblico anche internazionale la fruizione di opere classiche. Anche qui la collaborazione dell’Inda di Siracusa sarebbe gradita.

Certo. La Valle dei Templi si presta benissimo ad ospitare eventi artistici come Medea che ha riscosso un notevole successo di pubblico e di critica. Occorre prendere contatti con l’Inda di Siracusa per concordare un programma dedicato alle rappresentazioni classiche. L’occasione potrebbe essere il 2025 con Agrigento Capitale della cultura. Programmi di lungo termine con offerte culturali articolate da parte di noti registi e da compagnie di alto profilo artistico teatrale. Occorre altresì realizzare delle settimane all’insegna di rappresentazioni classiche. Per raggiungere tale traguardo occorre fare un tavolo di lavoro tra i vari soggetti che operano da molto tempo nei teatri antichi del nostro paese e fare veicolare i cartelloni da Taormina a Siracusa, da Segesta a Palazzolo Acreide, da Selinunte ad Agrigento. Ma questo tour è di competenza della regione siciliana”.

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