Tensioni tra Aica e Siciliacque, Schifani convoca un tavolo tecnico
Il prossimo 20 gennaio è stato convocato un tavolo a Palermo per valutare la situazione
Tutti chiamati davanti il presidente della Regione a chiarire cosa sta accadendo tra Siciliacque e Aica e, probabilmente spiegare perché, nonostante l’impegno del Governo di stanziare 20 milioni di euro per “tappare” i buchi del gestore del servizio idrico, il livello di scontro sia ancora altissimo.
Il prossimo 20 gennaio si terrà a Palermo un tavolo tecnico che ha come tema le “problematiche inerenti i rapporti tra Sicilacque S.p.A. e AICA – Azienda Idrica Comuni Agrigentini”. A volerlo è stato il presidente Renato Schifani, dopo aver ricevuto nei giorni scorsi una nuova lettera proprio da parte della Consortile con la quale si chiedeva un intervento da parte della Regione e si preannunciava la volontà del sovrambito di agire con una riduzione della portata idrica in considerazione dei crediti vantati verso Aica.
Schifani parla, nella nota in cui sollecita la creazione del tavolo, di una “copiosa corrispondenza” sulla vicenda, ad evidenziare come esista un vero e proprio carteggio lungo e strutturato.
Esulta, chiaramente, la presidente di Aica Danila Nobile. “Si tratta di un segnale importante che conferma ancora una volta l’attenzione concreta del presidente Schifani e dell’assessore Colianni verso il territorio agrigentino e verso un servizio pubblico essenziale come quello idrico. Quando le istituzioni dialogano con trasparenza e senso di responsabilità, i problemi possono e devono essere affrontati nelle sedi opportune”.
Le richieste di Aica riguardano soprattutto la valutazione della congruità dei crediti di Siciliacque: l’idea della consortile è che debbano essere scorporati alcuni milioni di euro derivanti dall’acqua proveniente dal Favara di Burgio e dal dissalatore di Porto Empedocle. Sulla prima delle due ipotesi la Regione si è già pronunciata in senso negativo.
Ferma la posizione di Siciliacque. “Pur restando aperta al dialogo, la linea dell’azienda in ogni caso non cambia, visto che i decreti ingiuntivi sono esecutivi e che una morosità rilevante, come quella di Aica, legittima in caso di mancato pagamento delle fatture correnti e del debito pregresso una riduzione dei volumi d’acqua”.





