Giudiziaria

Il massacro di Naro, giudizio immediato per 25enne 

L'uomo è accusato del duplice omicidio di Maria Russ, 54 anni, e Delia Zarniscu, 58 anni, uccise all’inizio dell’anno a Naro

Pubblicato 1 settimana fa



Il gip del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha disposto il giudizio immediato nei confronti di Omar Edgar Nedelkov, il venticinquenne ritenuto il responsabile del tristemente noto massacro di Naro avvenuto lo scorso 5 gennaio. L’imputato comparirà il prossimo 26 settembre davanti i giudici della Corte di Assise di Agrigento. Accolta, dunque, la richiesta del procuratore Giovanni Di Leo e del sostituto Elettra Consoli. Nedelkov è accusato di duplice omicidio e vilipendio di cadavere. I Contestata anche l’aggravante della crudeltà. I familiari delle vittime sono rappresentate dall’avvocato Calogero Meli. L’uomo, difeso dall’avvocato Diego Giarratana, è ritenuto l’autore dei delitti di Maria Russ, 54 anni, e Delia Zarniscu, 58 anni, uccise all’inizio dell’anno nel centro del piccolo borgo dell’agrigentino.

Il cadavere della prima è stato rinvenuto quasi completamente carbonizzato nel soggiorno della sua abitazione in vicolo Avenia. La seconda vittima, invece, è stata ritrovata poco più avanti in un lago di sangue nel suo appartamento in via Vinci. Evidenti i segni di colluttazione così come chiare le ferite da arma da taglio. Il duplice omicidio, secondo quanto ricostruito, sarebbe maturato in un contesto di degrado e scaturito da un episodio accaduto durante un festino ad alto tasso alcolico. I sospetti su Nedelkov si sono palesati fin da subito. Il venticinquenne, secondo le indagini del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Agrigento, sarebbe stato il primo a chiamare i soccorsi dopo gli omicidi salvo poi utilizzare il cellulare di una delle vittime. Le immagini delle telecamere di sicurezza lo immortalano sui luoghi del delitto. La testimonianza dell’amico, con cui aveva trascorso la serata insieme a casa di una delle due vittime e con cui aveva avuto anche una colluttazione, è chiara e densa di riscontri. Gli investigatori così si presentano alle nove del mattino nell’abitazione del venticinquenne e nella sua stanza trovano delle scarpe bianche intrise di sangue, compatibili con le impronte rivenute sul luogo del delitto; jeans, camicia e un asciugamano sporchi di sangue.

Contestualmente gli investigatori interrogano l’ex fidanzata dell’indagato e il titolare di un bar del paese in cui Nedelcov aveva dichiarato di essersi recato. La prima, dopo iniziali titubanze, ha confermato di aver ricevuto la chiamata del ventiquattrenne che le aveva intimato di mentire ai carabinieri. Il secondo ha smentito categoricamente la presenza al bar dell’indagato. Per gli inquirenti, come detto, il movente è di natura sessuale. Secondo il racconto del testimone presente alla cena, Nedelcov sarebbe stato cacciato da Delia dopo alcune avance. Poi si sarebbe recato a casa di Maria.

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