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Giudiziaria

La faida di Palma di Montechiaro, intercettazioni al centro dell’udienza

Durante il processo è emerso che alcuni imputati erano stati intercettati anche al cimitero

Pubblicato 2 mesi fa

Intercettazioni telefoniche, ambientali in carcere, su un escavatore e perfino all’interno del cimitero. È una delle circostanze emerse ieri nel processo scaturito della cosiddetta “Faida di Palma di Montechiaro”, una vera e propria guerra tra famiglie culminata con due morti. Al centro dell’udienza, celebrata davanti i giudici della Corte di Assise presieduta da Wilma Angela Mazzara, le intercettazioni disposte durante le indagini e le relative trascrizioni ad opera del consulente tecnico nominato dal tribunale, 93 in tutto. 

Sul banco degli imputati siedono 10 persone: si tratta di Ignazio Rallo, 40 anni; Roberto Onolfo, 29 anni; Pino Azzarello, 40 anni,  Carmelo Pace, 59 anni; Giuseppe Azzarello, 23 anni; Maria Concetta Noemi Oteri, 22 anni;Giuseppe Rallo, 32 anni; Giacomo Alotto, 63 anni; Gioacchino Gaetano Burgio, 51 anni; Giuseppe Giganti, 45 anni. Solo Ignazio Rallo e Roberto Onolfo rispondono dei reati più gravi. L’undicesimo imputato, Angelo Castronovo, è stato ucciso la sera del 31 ottobre scorso a colpi di pistola e fucile nelle campagne tra Licata e Palma di Montechiaro. Un delitto su cui ancora bisogna fare luce. 

Ci sono voluti quasi due anni di serrate indagini incrociate – condotte dai carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, della compagnia di Licata e dei poliziotti della Squadra mobile di Agrigento – per fare luce sugli omicidi di Enrico Rallo, 38enne ucciso di fronte il bar Mazza a Palma di Montechiaro nel 2015, e quello di Salvatore Azzarello, 39enne bracciante agricolo freddato nell’agosto 2017 da un commando nelle campagne di contrada Burraiti mentre si trovava a bordo del suo trattore. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, dunque, l’origine della faida tra le famiglie è da ricondurre al furto di un mezzo agricolo nel 2013 commesso dai fratelli Ignazio ed Enrico Rallo nei confronti di Salvatore Azzarello. 

In aula sono comparsi anche tre imputati di reato connesso ma soltanto uno di loro ha risposto alle domande mentre gli altri due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Si torna in aula l’1 dicembre per completare la lista dei testimoni del sostituto procuratore Gloria Andreoli.

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