Mafia, processo “Vultur”, teste “costretto” a presentarsi in aula per la deposizione
Udienza, ieri, del processo scaturito dall’operazione antimafia, condotta dalla Squadra Mobile di Agrigento, denominata “Vultur”, del luglio 2016, che vede imputati per reati che vanno dall’associazione mafiosa a quello di estorsione Rosario Meli, considerato dagli inquirenti capo della famiglia mafiosa di Camastra, il figlio Vincenzo, Calogero Piombo, tabaccaio del paese, e Calogero Di Caro, di […]
Udienza, ieri, del processo scaturito dall’operazione antimafia, condotta dalla Squadra Mobile di Agrigento, denominata “Vultur”, del luglio 2016, che vede imputati per reati che vanno dall’associazione mafiosa a quello di estorsione Rosario Meli, considerato dagli inquirenti capo della famiglia mafiosa di Camastra, il figlio Vincenzo, Calogero Piombo, tabaccaio del paese, e Calogero Di Caro, di Canicattì.
Ieri è comparso nell’aula del Tribunale un testo a carico della difesa. L’uomo è stato accompagnato coattivamente in aula dopo che non aveva risposto alle precedenti convocazioni. Il teste ha raccontato quanto di sua conoscenza circa i rapporti fra i Meli e le parti offese.
Al termine della giornata il presidente del collegio giudicante, Luisa Turco, ha fissato la prossima udienza per il 4 ottobre quando dovrebbero essere escussi altri testi e quando, soprattutto, dovrebbe tenersi la requisitoria dell’accusa.
La sentenza del processo in corso è prevista per novembre.





