Elezioni, alla scoperta di Rosalba Cimino :”Non posso restare ferma a guardare mentre tutti vanno via”
Leggendo qualcosa su di lei, per preparare al meglio questa intervista, salta all’occhio che il suo interesse per la politica è ben saldo. Come è nato? Il mio interesse per la politica c’è sempre stato, ma in maniera molto astratta, proprio perché lo vedevo come un mondo distante dal mio, specialmente dai giovani come me, […]
Leggendo qualcosa su di lei, per preparare al meglio questa intervista, salta all’occhio che il suo interesse per la politica è ben saldo. Come è nato?
Il mio interesse per la politica c’è sempre stato, ma in maniera molto astratta, proprio perché lo vedevo come un mondo distante dal mio, specialmente dai giovani come me, poco coinvolti e lasciati ai margini della vita sociale del proprio territorio, utili solo ad esprimere un voto senza capirne il senso e il peso di quella scelta. Tutto cambia nel 2012 quando sento un comizio di Beppe Grillo, che mi lascia entusiasta e mi fa ascoltare, per la prima volta, tutto quello che pensavo sulla realtà che mi circonda e mi spinge ad avvicinarmi al meetup del mio paese per iniziare a partecipare attivamente.
Da vari sondaggi emerge un dato, alla domanda “quale delle promesse elettorali vorrebbe vedere realizzate?” gli italiani hanno risposto: 31,4% riduzione delle tasse; 23,8% un milione di posti di lavoro; 13,6% reddito di cittadinanza; 12,3% abolizione legge Fornero; 5,9% abolizione del canone Rai; 3,2% abolizione delle tasse universitarie. Come vede lei questi numeri, specchio di un Paese, potremmo dire, deluso dalle mancate aspettative delle passate elezioni?
I sondaggi non sempre rispecchiano, scientificamente, un sentire generale molto vasto. Come vedo io questi numeri? Io più che i numeri, ascolto da anni i cittadini, nelle piazze, nei negozi, nelle piccole imprese, all’università, nei luoghi di vita quotidiana e sicuramente questi dati sono ancora troppo poco, rispetto a tutto il malcontento che ha lasciato a più della metà della popolazione, la vecchia politica, al punto da spingerli a non credere più a nessuno e a non andare più a votare. Meno promesse e più fatti concreti.
Luigi di Maio (M5S)afferma che “il 5 marzo l’Italia potrebbe svegliarsi con un governo a 5 Stelle”. Il movimento presenta candidati di prestigio, ha un programma intenso, per citare alcuni punti: 10.000 nuove assunzioni nelle forze dell’ordine e 2 nuovi carceri. Il Paese ha bisogno di una nuova ventata, ma che sia un reale cambiamento. Lei crede che il suo partito possa essere la scelta migliore? Perché?
Tutti i partiti hanno programmi meravigliosi in tempi di campagna elettorale, ciò che fa la differenza è la credibilità di chi li propone. Il Movimento 5 Stelle ha coinvolto, in questi anni, tutti i cittadini italiani per la stesura del programma, penso di poter affermare che rispecchia di sicuro le esigenze di tutti i cittadini e non delle lobbies o degli amici degli amici. Siamo noi la scelta migliore da fare, perché abbiamo dimostrato di fare quello che dicevamo da sempre: tagli agli sprechi, tagli agli stipendi, rinuncia ai privilegi… con i soldi risparmiati sono stati finanziati tanti progetti, primo fra tutti, il microcredito per piccole e medie imprese. Questo è solo uno dei tanti motivi per il quale rappresentiamo il cambiamento e meritiamo di avere l’occasione di andare al governo di questo splendido Paese.
Il Partito Democratico si candida a essere il 1° partito del prossimo governo. Il Premier Gentiloni afferma –attivissimo nella sua campagna elettorale- che il PD è l’unico in grado di guidare l’Italia. Anche il segretario Matteo Renzi è propositivo di riuscire a portare a Palazzo Chigi “uno del PD”. Lei come vede tutto ciò?
Che il PD vivesse su un altro pianeta è risaputo. Non hanno contezza della realtà, Gentiloni e la sua ombra, alias Renzi, governano con un totale scollamento tra quello che predicano giornalmente in televisione e quello che è la dura realtà fatta di: disoccupazione e precarietà, diminuzione dei diritti, tagli alla sanità, tagli alla formazione, aumento delle tasse.
Torniamo a lei. Cosa l’ha spinta ad accettare la proposta in merito alla sua candidatura per queste elezioni?
Mi ha spinto la grande passione per due, anzi, tre cose… il Paese in cui sono nata e voglio continuare a vivere, il Movimento 5 Stelle e la vita in generale. Non posso restare ferma a guardare, mentre tutti vanno via. Viviamo in uno Stato meraviglioso dal punto di vista paesaggistico e culturale, perché non possiamo sognare un futuro qui? Vogliono questo? Io non gliela do vinta. Quindi lotto per far valere i diritti di tutti, ma lo faccio supportata da una grande squadra e una grande comunità di cittadini.
Renzi assicura che garantirà rappresentanza alla minoranza in base alle quote di voti ottenuti al congresso, ma in tutto i posti sarebbero circa 20. Cosa pensa che tutto questo possa portare di bene al Paese?
Bisognerà vedere se non è proprio Renzi ad essere la minoranza del suo stesso partito. Io aspetterei prima di dare un parere a riguardo.
Silvio Berlusconi tenta di fare leva sul popolo con l’ormai nota promessa dell’aumento delle pensioni, eliminare le tasse sulla prima case e sulla successione. Ci dica, ma il Paese potrebbe davvero permettersi questo? Sarebbe una grossa fetta di “incassi” che verrebbe a mancare nelle casse dello Stato.
Silvio Berlusconi, un “incandidabile” alla guida di un partito che regge in piedi solo fino alla spartizione delle poltrone, come abbiamo già visto alle scorse elezioni regionali in Sicilia. Venti anni di promesse mai mantenute e ci preoccupiamo di andare a verificare la disponibilità delle casse dello Stato? Non aggiungo altro, fanno leva sul populismo giocando con il bisogno della gente.
Cosa si sentirebbe di dire ai nostri lettori per convincerli a recarsi alle urne domenica 4 marzo, evitando così la piaga dell’astensionismo.
In merito all’astensionismo dilagante, mi sento di dire che non credere più a nulla e a nessuno non porta da nessuna parte. Questo modo di ragionare non fa altro che potenziare il vecchio modo di far politica e far decidere le proprie sorti a pochi. Se ciascuno di noi capisse l’importanza di un singolo voto e andasse a votare per il piacere di farlo, perché c’è ancora una speranza e un’alternativa, sarebbe un sogno poter iniziare a progettare un futuro migliore per tutti. La politica è un servizio che si ripercuote nelle nostre vite, scegliamo a chi affidarlo, invece che lamentarci. Il nostro slogan è “Partecipa. Scegli. Cambia.”. Il 4 marzo siate i protagonisti di questo Cambiamento!






