Agrigento

Amministrative 2026, è il giorno dei “tavolini”: ultime riunioni e “quotazioni” variabili nel centrodestra

Ribolle il fronte anche a Ribera, dove si procederà comunque divisi. Arriva la disponibilità di Daniela Catalano ad entrare nel dibattito politico

Pubblicato 2 ore fa

Nessun tavolo istituzionalizzato, diversamente da come era inizialmente trapelato, ma una giornata di incontri “nei corridoi” dell’ARS per decidere il da farsi e provare a superare le attuali divisioni interne al centrodestra. Ma senza particolare voglia.

Il “duopolio” Gallo – Di Mauro, divenuto oggi un triumvirato con l’innesto di Fratelli d’Italia ha fatto sapere che non parteciperà a nessun momento di confronto e che proseguirà unicamente sulla candidatura di Calogero Sodano. L’altra metà del cielo del centrodestra, Lega e UDC, invece, stanno sostenendo una questione che definiscono “di metodo e merito” rispetto al come si sia giunti all’individuazione dell’ex sindaco e senatore come candidato ad Agrigento.

L’atteggiamento, a ben vedere, sembra quello del Nanni Moretti di “Ecce Bombo” (“Mi si nota di più se vengo alla festa e sto in disparte o se non vengo affatto?”), anche perché l’unica carta che questa area sembra pronta a calare sul tavolo come “deterrente nucleare” è la candidatura dell’ex sindaco Lillo Firetto, che scenderebbe in campo sostenuto da due liste civiche, una composta proprio da Lega-DC, una lista “del sindaco e, così si vocifera, Italia Viva. Il partito di Faraone avrebbe manifestato la disponibilità a supportare Firetto anche se ad oggi non esistono posizioni pubbliche in tal senso.

In una nota proprio di questa mattina l’ex assessore Roberta Lala, oggi responsabile locale di IV, sostiene la necessità di “un cambio di passo forte e deciso” rispetto ai “dinosauri della politica agrigentina”. “Invitiamo ad unirsi a noi tutti coloro che, stanchi dello stato delle cose – continua – non vogliono esserne complici e, anzi, vogliono essere parte del cambiamento, smantellando questi giochi di potere, non solo al momento del voto, ma con un rinnovato impegno politico e civico”.

I confronti di oggi, comunque, dovrebbero definitivamente chiudere la partita e verificare se c’è o meno una possibilità di convergenza corale o meno sull’ex senatore. Dopo di che, letteralmente, ognuno per la sua strada, animati più da rancori personali che da visioni politiche condivise.

La questione riberese e l’onda lunga sulle elezioni agrigentine

A turbare le acque nello scenario per il voto agrigentino c’è anche il fronte riberese: con una nota i consiglieri comunali DC Nicola Inglese, Giovanni Tortorici e Salvatore Tortorici. “Uno degli appuntamenti più importanti nei quali il partito sarà presente con il proprio simbolo, sarà costituito dalle elezioni amministrative – scrivono -. Ribera è uno dei 9 comuni che andrà al voto in primavera. Dopo 5 anni di cattiva amministrazione, a causa dei quali la città è in ginocchio e praticamente abbandonata a se stessa, alcuni partiti di centrodestra stanno orchestrando un’operazione politica camaleontica non solo contro la DC e la coalizione, ma contro la loro stessa storia e contro la loro stessa identità. Come fanno – si chiedono – alcuni partiti nazionali di centrodestra, che a Roma sostengono il governo Meloni e a Palermo il governo Schifani, a intestarsi e sostenere sotto banco e sotto mentite spoglie un candidato sindaco di sinistra?”. Il riferimento è alla dirigente scolastica Maria Rosaria Provenzano, che sarebbe sostenuta appunto da centrodestra e centrosinistra.

“Ci chiediamo – dicono ancora i consiglieri – se sia sufficiente togliere i simboli di partito per poter parlare davvero di progetto civico. Questo finto civismo, che alcuni partiti di centrodestra stanno portando avanti in modo consapevole, strategico e innaturale, riuscirà ad ingannare i cittadini?”. “Alle elezioni amministrative – concludono – ogni partito ha la libertà di scegliere, alla luce del sole, il percorso politico e amministrativo che ritiene più opportuno per la città e per i cittadini. Ma questa messinscena contro la coalizione di centrodestra e contro i cittadini, ai quali viene proposto un finto progetto civico, fa parte di quel teatrino della politica del quale nessuno sentiva il bisogno”.

Daniela Catalano rompe gli indugi: “Sono a disposizione della città”

Dopo che il suo nome era transitato (in modo in realtà abbastanza rapido, per contrarietà locale) nei dibattiti sulle prossime elezioni amministrative, l’ex presidente del Consiglio comunale Daniela Catalano “scende in campo” mettendosi a disposizione della politica cittadia.

“Non credo, aprioristicamente, che ci sia un età ed un sesso che renda più adatti a dedicarsi alla Cosa Pubblica (sebbene, nel caso del genere ed in relazione a determinati ruoli, sinora si siano registrati esempi solo ed esclusivamente di un tipo) – scrive -. Esiste, checché se ne dica, una classe dirigente ampia, afferente a differenti generazioni, che rende ingiusto sostenere, credibilmente, che non ci siano soggetti strutturati disponibili e all’altezza di rivestire le varie cariche comunali, nessuna esclusa. Io ci sono, per la mia Agrigento ci sono sin da adesso e ci sarò sempre! Il futuro si costruisce e Agrigento ha tutto ciò che serve per farlo, se solo decide di crederci davvero”.

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