Tentata estorsione al killer che si pente? Grassonelli: “Non sapevo di alcun omicidio”
L’empedoclino respinge questa ricostruzione e al giudice ha dichiarato di non sapere di alcun progetto omicidiario
Nessuna estorsione ma soltanto la richiesta di restituzione del denaro dovuto. Giuseppe Grassonelli, 42 anni, di Porto Empedocle, respinge ogni addebito davanti il gip del tribunale di Palermo, Claudia Rosini, nell’udienza di convalida. L’empedoclino è stato arrestato negli scorsi giorni dai carabinieri con l’accusa di tentata estorsione – aggravata dal metodo mafioso – ai danni di un cinquantunenne residente in Germania. Secondo gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia Grassonelli lo avrebbe minacciato e intimidito al fine di farsi restituire 6mila euro.
Il denaro – sempre secondo l’accusa – sarebbe parte del compenso affidatogli per compiere un omicidio per vendetta. L’empedoclino, difeso dall’avvocato Olindo Di Francesco, respinge questa ricostruzione e al giudice ha dichiarato di non sapere di alcun progetto omicidiario. Grassonelli questa mattina ha affrontato anche un secondo interrogatorio, davanti il gip di Agrigento Micaela Raimondo, per le pistole rinvenute durante il suo arresto. In questa occasione, invece, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
L’inchiesta – coordinata dalla Dda di Palermo – muove i primi passi all’inizio dello scorso anno. Un soggetto residente all’estero, inizialmente designato quale killer per commettere un omicidio, si pente e inizia a collaborare con la giustizia. Agli inquirenti racconta che avrebbe dovuto uccidere un idraulico appena uscito di galera per vendicare l’omicidio di Giuseppe Adorno, empedoclino ucciso nell’estate 2009.





