Corruzione, peculato e falso ideologico, la difesa di Galvagno chiede processo immediato
Rito che consente al presidente dell'Assemblea regionale siciliana di "saltare" l'udienza preliminare
Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, esponente di Fratelli d’Italia, chiede il giudizio immediato nel procedimento a suo carico per corruzione, peculato e falso ideologico e salta così l’udienza preliminare, che era prevista per il 21 gennaio. Il processo inizierà il 4 maggio davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo. “In accordo con i miei avvocati ho deciso di rinunciare all’udienza preliminare di giorno 21 gennaio e di chiedere che si proceda con il rito immediato”, afferma Galvagno, che è difeso dagli avvocati Ninni Reina, Vittorio Manes e Antonia Lo Presti. “Ho sempre detto che era mio desiderio fare chiarezza prima possibile, per dimostrare la mia estraneità ai fatti che mi vengono contestati – aggiunge -. Mi affido al giudizio del Tribunale, perché credo nelle regole del dibattimento e penso che, così come è stato possibile durante le indagini escludere qualsiasi mia utilità personale, così nel contraddittorio tra le parti si potrà ulteriormente accertare la mia correttezza. Non bisogna vivere il processo come un dramma, perché nel nostro sistema processuale, che conosce ancora oggi l’obbligatorietà dell’azione penale, è giusto invece presentarsi con animo sereno, perché la fiducia della giustizia si dimostra anzitutto rispettandone il ruolo”.





