Interessi a usura del 15% al mese, condannato macellaio, vittima: “Mi dicono sbirro”
La quinta sezione del Tribunale di Palermo ha condannato a 10 anni e 4 mesi Roberto Bruno, macellaio di Altofonte (Palermo) accusato di usura ed estorsione. A denunciarlo e’ stato Alessio Nicola Pitti, che aveva donato parte del fegato alla sorella gravemente malata ed era stato costretto a ricorrere al prestito non avendo potuto lavorare […]
La quinta sezione del Tribunale di Palermo ha condannato a 10 anni e 4 mesi Roberto Bruno, macellaio di Altofonte (Palermo) accusato di usura ed estorsione. A denunciarlo e’ stato Alessio Nicola Pitti, che aveva donato parte del fegato alla sorella gravemente malata ed era stato costretto a ricorrere al prestito non avendo potuto lavorare per alcuni mesi. Gli interessi, secondo il pm, erano del 15% mensili. La quinta sezione del Tribunale ha fatto cadere l’aggravante del metodo mafioso. Bruno, secondo l’accusa, avrebbe detto di agire per conto di Salvino Raccuglia, fratello del mafioso Domenico Raccuglia. L’imputato era stato arrestato a giugno scorso quando gli inquirenti scoprirono che nel congelatore di casa teneva oltre 300 mila euro in contanti. Alessio Nicola Pitti era parte civile, con il patrocinio dell’avvocato Salvatore Gambino. Alla vittima il tribunale ha riconosciuto un risarcimento di 20mila euro. Pitti si era dovuto allontanare da Altofonte perche’ indicato come “sbirro”. “Qui non posso vivere – ha raccontato – mi dicono che sono ‘sbirro’ perche’ mi sono rivolto agli inquirenti e che non merito di vivere in paese”.


