Licata, ex commissario Brandara: “Le sentenze si eseguono “senza se e senza ma”
Mariagrazia Brandara, già sindaco di Naro e oggi capo dello staff della segreteria particolare della vice presidente della regione siciliana Mariella Lo Bello ha rivestito il ruolo di commissario straordinario del comune di Licata dal dicembre del 2014 al Giugno del 2015 quando fu eletto sindaco Angelo Cambiano. Prese il posto dell’ ex assessore regionale alle […]
Mariagrazia Brandara, già sindaco di Naro e oggi capo dello staff della segreteria particolare della vice presidente della regione siciliana Mariella Lo Bello ha rivestito il ruolo di commissario straordinario del comune di Licata dal dicembre del 2014 al Giugno del 2015 quando fu eletto sindaco Angelo Cambiano.
Prese il posto dell’ ex assessore regionale alle Risorse agricole e dirigente generale del dipartimento della Pesca della Regione siciliana, Dario Cartabellotta che accetto l’incarico di guida della provincia regionale di Ragusa.
Da ex commissario del Comune di Licata, a distanza di circa due anni, cosa vede nel panorama politico licatese?
“Vedo partiti e movimenti politici in fibrillazione, una città lacerata, confusa e preoccupata per il suo futuro per via di una condizione economica e sociale che necessita la “cura” delle sue debolezze e criticità ed il rilancio dei suoi punti di forza.
Licata, aldilà di tutto, ha ancora potenzialità materiali e immateriali, risorse umane e politiche che la possono mettere in piedi se saranno chiara gli obiettivi e l’indirizzo dell’attività amministrativa e sociale”.
Sulla sfiducia a Cambiano è stata fondamentale la questione abusivismo. Durante il suo periodo di commissariamento aveva ricevuto già delle intimazioni della procura ad abbattere?
“È chiaro per tutti che esiste una relazione tra la sfiducia al sindaco e la questione delle demolizioni, ma credo che siano state anche altre ragioni più specificatamente politiche. Credo che la gente, comunque, non gradisca, giustamente, l’equazione: abusivo=delinquente.
Le intimazioni della Procura della Repubblica di Agrigento sono arrivate nel settembre del 2015, Cambiano si era già insediato nel mese di Giugno del 2015.
Le sentenze si eseguono ‘senza se e senza ma’. Compito di un buon amministratore, in questo caso, è soprattutto “pedagogico”: per far comprendere che le leggi e le sentenze vanno rispettate. Il tema è oggi ricucire il rapporto con la gente”.
Come vedete dai palazzi palermitani una possibile candidatura di Cambiano alle prossime regionali o alle nazionali?
“Nell’immaginario collettivo regionale e nazionale, è identificato per le demolizioni e questo suo profilo, come del resto è evidente, è divisivo e, quindi, se lo aiuta in un campo lo danneggia dall’altro”.
Angelo Cambiano e Giusi Nicolini potrebbero ambire a un ruolo super partes nei contesti di cui sono stati protagonisti? Immigrazione e abusivismo?
“Personalmente penso che non ci siano spazi politici per stare o porsi sopra le parti, perché tutti siamo di parte e stiamo da una parte. Poi incontriamo altri soggetti di parte, più o meno affini per valori, idee e sul principio di legalità con cui cercare di fare intese e sintesi unitarie sull’oggetto dell’azione politica, su di un programma amministrativo, su di un progetto di sviluppo economico e sociale, di governo della cosa pubblica, del bene comune, dentro cui non ci sono solo abusivi e migranti”.
Se fosse chiamata nuovamente a rivestire la carica di Commissario a Licata esiterebbe a continuare con le demolizioni?
“Non ho notizie sulla nomina del nuovo commissario, ma se fossi rinominata compirei dovutamente i miei doveri, come ho sempre fatto nel corso dell’espletamento degli incarichi conferitami e della più generale attività politica. Sapendo bene, per esperienza maturata, che ciò che la gente vuole essenzialmente è una soluzione per la spazzatura che sta sommergendo la città, l’acqua che manca è la soluzione al problema del randagismo”.






