Mafia, Dai Caruana e Cuntrera a Nick Rizzuto: tanti soldi, tanti traffici, tanti morti
La Fondazione Caponnetto ha realizzato un pregevole lavoro di studio ed inchiesta curato di Salvatore Calleri, Giuseppe Lumia, Simona Trombetta, occupandosi specificatamente del clan Rizzuto operante oltre-oceano ma anche in mezza Europa, Italia compresa. Grandangolo che ha dedicato pagine e pagine di inchieste giornalistiche al clan Rizzuto, partendo dai gruppi mafiosi agrigentini dei Caruana e […]
La Fondazione Caponnetto ha realizzato un pregevole lavoro di studio ed inchiesta curato di Salvatore Calleri, Giuseppe Lumia, Simona Trombetta, occupandosi specificatamente del clan Rizzuto operante oltre-oceano ma anche in mezza Europa, Italia compresa.
Grandangolo che ha dedicato pagine e pagine di inchieste giornalistiche al clan Rizzuto, partendo dai gruppi mafiosi agrigentini dei Caruana e Cuntrera, ha valutato di grandissimo spessore il lavoro della Fondazione Caponnetto che propone ai suoi lettori:
“Le caratteristiche della guerra di mafia che vede protagonisti i Rizzuto sono da un lato quelle classiche, dall’altro se ne discostano, infatti solo in apparenza si presenta come una guerra d’altri tempi, che ha lasciato sul campo tanti morti quanti non se ne vedevano dagli anni ‘70 ed ‘80. Dietro a questa guerra, definita la seconda guerra di mafia in terra canadese, sono in gioco interessi economici e di potere di enorme portata alla luce del controllo del mercato tradizionale della droga e del più innovativo mercato finanziario ed immobiliare in piena espansione proprio in Canada.
Dalla recente interrogazione antimafia presentata il 20 dicembre 2016 dal sen. Giuseppe Lumia si evince che:
“Il clan Rizzuto viene definito ormai comunemente la “sesta famiglia” di New York, dopo quella dei Gambino, Lucchese, Colombo, Genovese e Bonanno. Il boss capostipite, Vito Rizzuto, nacque e crebbe in Sicilia, a Cattolica Eraclea (Agrigento) il 12 aprile 1901, fu il primo della famiglia a spostarsi nel nuovo continente nel 1922, insieme a 5 amici (Calogero Renda, Mercurio Campisi, Francesco Giula, Giuseppe Sciortino, Vincenzo Marino), e dopo solo 8 mesi dal suo arrivo rocambolesco in America riuscì ad ottenere addirittura la cittadinanza americana. Impegnato fin da subito in affari malavitosi, perse la vita alla giovane età di 32 anni, in modo alquanto brutale. Gli autori dell’assassinio rimangono ancora ambigui, si parlò allora con molta probabilità di boss come Max Simon, Stefano Spinello e Rosario Arcuro, a causa di una sorta di regolamento di conti;
nel febbraio 1954, Nicolò Rizzuto, figlio di Vito, arrivò in Canada, ripercorrendo le orme del padre, cercò fortuna fuori sempre dalla Sicilia. A differenza di suo padre, Nicolò arrivò nella terra dei laghi con la sua famiglia e subito si diresse nella grande città di Montreal con l’appoggio di un suo caro amico, Giuseppe Cuffaro, stabilitosi nella città canadese, un anno prima ed esperto in riciclaggio di denaro;
la Montreal del dopoguerra era una città aperta ed in forte crescita, ma anche estremamente corrotta, gli scandali infatti si susseguivano ogni giorno. Vent’anni prima degli stessi Rizzuto, un’altra famiglia malavitosa calabrese aveva scelto Montreal, i Cotroni di Mammola, implicati in attività criminali, in illegalità pesanti specialmente nel campo del traffico della droga. Agivano sotto il benestare dei Bonanno, potente famiglia mafiosa newyorkese, che dopo la fine della seconda guerra mondiale iniziò a rivolgere i suoi affari anche a Montreal, specialmente nel campo del gioco d’azzardo;
con il passare degli anni, Vito, figlio a sua volta di Nicolò, si fa strada nel mondo criminale e la famiglia dei Rizzuto si avvicina sempre più a quella dei Bonanno. La cittadina canadese, proprio sul finire degli anni ’50 si stava trasformando, approcciandosi ai traffici internazionali di eroina diretti dal Vecchio Continente all’enorme mercato americano.
Il summit di mafia svoltosi nel 1957 presso l’Hotel des Palmes a Palermo, cui parteciparono i boss di Cosa nostra siciliana e americana (Lucky Luciano, Carmine Galante della famiglia dei Bonanno, Tano Badalamenti e Tommaso Buscetta, tra gli altri), sancì la volontà delle due organizzazioni mafiose di inserirsi nel lucroso traffico di eroina, scalzando la ormai decadente “French Connection”, gestita dai famosi criminali marsigliesi.
L’oppio asiatico veniva trasformato in eroina in laboratori segreti distribuiti in Sicilia e trasportato in Canada. Da Montréal poi, veniva smistato verso gli Usa, e in particolare a New York, dove la domanda era sempre in costante aumento. Per ben 2 decenni l’eroina arricchì i boss siciliani e americani, garantendosi il monopolio sul traffico. In questa attività spiccarono i boss Caruana e Cuntrera, guarda caso anch’essi provenienti dalla provincia di Agrigento, proprio da Siculiana, che dista solo 16 chilometri da Cattolica Eraclea;
Vito si sposò nel 1966 con Giovanna Cammaleri, originaria di Cattolica Eraclea, ma trasferita con la famiglia in Canada, a Toronto. Al matrimonio parteciparono i boss più influenti, tra questi il calabrese Paolo Violi. Quest’ultimo conquistò una posizione di primo piano nella gestione degli illeciti e a Nick Rizzuto fu concessa l’opportunità di costruire un altro avamposto della famiglia in Venezuela, dove si trasferì nel 1973. In Venezuela Nick poté usufruire dell’appoggio dei Caruana – Cuntrera, e in quel territorio fu a capo dei principali business. In realtà Nick confidò a Buscetta di aver lasciato Montreal, perché Paolo Violi lo voleva morto, ma l’allontanamento fu soltanto fisico, perché controllava ancora da lontano tutti gli affari e ritornava periodicamente in Canada, senza dare troppo nell’occhio;
la famiglia Rizzuto ed in particolare Nick, è considerato il mandante di ben 3 omicidi (Pietro Sciarra, Francesco Violi, Paolo Violi) e da questo momento comincia un sanguinoso conflitto per ottenere la piena egemonia della sesta famiglia. Si tratta di una vera e propria guerra, la prima guerra di mafia che poteva contare su enormi risorse finanziarie provenienti dal traffico di droga e aveva come principale obiettivo il controllo del grande affare delle Olimpiadi di Montreal del 1976. Negli anni successivi alla morte di Violi, vinta la guerra contro i mafiosi calabresi, i Rizzuto entrano in affari con tutti i maggiori mafiosi siciliani, con gli esponenti della droga del sud America ed i boss newyorkesy più importanti;

