Licata, blitz antidroga “Home Made”, in 4 tornano in libertà
Quattro coinvolti dell’operazione antidroga denominata Home Made colpiti da misure cautelari tornano in libertà. A disporlo il Tribunale del Riesame di Palermo che ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei giorni scorsi nei confronti di Marco Cavaleri, Angelo Curella, di Licata, Mustafa Fakran e Angelo Manganello, di Palma di Montechiaro. Annullata anche la misura […]
Quattro coinvolti dell’operazione antidroga denominata Home Made colpiti da misure cautelari tornano in libertà. A disporlo il Tribunale del Riesame di Palermo che ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei giorni scorsi nei confronti di Marco Cavaleri, Angelo Curella, di Licata, Mustafa Fakran e Angelo Manganello, di Palma di Montechiaro.
Annullata anche la misura cautelare che era stata disposta nei confronti della licatese Concetta Barbara Alabiso.
In totale sono nove le persone colpite da misure cautelari, di cui quattro sottoposte agli arresti domiciliari, in esecuzione del provvedimento firmato dal Gip del Tribunale di Agrigento su richiesta dal sostituto procuratore della Repubblica, Simona Faga: Marco Cavaleri, 32 anni, di Licata; Agostino Curella, 35 anni, di Licata; Angelo Manganello, 42 anni, originario di Palma di Montechiaro (difeso dall’avvocato Santo Lucia) e Marco Ucciardello 34 anni, messinese, sottufficiale della Guardia costiera.
Quattro indagati – due licatesi (Antonino Caruso, 46 anni, Angelo Curella, 31 anni), un marocchino (Omar Mohamed Hassan Mafar, 31 anni, difeso dagli avvocati Antonino Montana e Gaspare Lombardo) ed un egiziano (Mustapha Fakran, 36 anni) – hanno avuto imposto il divieto di dimora ed uno, una licatese Concetta Barbara Alabiso, 31 anni, l’obbligo di presentazione alla P.G.
Divieto di dimora in provincia di Agrigento anche per il messinese Daniele Manuguerra, 31 anni e il catanese Domenico Pennisi, 41 anni mentre è stata respinta analoga misura per il catanese Mattia Tommaso Ritrovato.
Nel corso delle indagini è stato accertato che il sodalizio, grazie a strette amicizie con personaggi del catanese, era riuscito a smerciare nella piazza etnea complessivamente circa 7 Kg di Marijuana. Ancor più rilevante è stato il rinvenimento e sequestro di una piantagione di marijuana individuata in Contrada Giacobbe di Licata, consistente in una serra estesa per circa 3.000 mq., realizzata con rivestimento in plastica opacizzata, all’interno della quale i militari dell’Arma hanno rinvenuto circa 2.800 piante di marijuana dell’altezza media di 4,5 mt.
Le indagini hanno preso il via nel 2015 e a tutti gli indagati non viene contestato il reato associativo.




