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Favara, jeep come ariete per rapinare ufficio postale: in tre arraffano 110 mila euro

Rapina intorno alle ore 13 di ieri alla succursale numero 2 delle Poste Italiane in piazza della Vittoria a Favara. I malviventi erano a bordo di un fuoristrada Suzuki risultato rubato e attendevano molto probabilmente che il personale si apprestasse a caricare il bancomat. Fulminea all’azione dei malviventi che avevano già montato sul davanti del […]

Pubblicato 8 anni fa

Rapina intorno alle ore 13 di ieri alla succursale numero 2 delle Poste Italiane in piazza della Vittoria a Favara.

I malviventi erano a bordo di un fuoristrada Suzuki risultato rubato e attendevano molto probabilmente che il personale si apprestasse a caricare il bancomat.

La rapina allo’ufficio postale Favara

Fulminea all’azione dei malviventi che avevano già montato sul davanti del fuoristrada un “ariete” un massiccio blocco di ferro per sfondare la porta blindata.

E così è stato.

Molto probabilmente mentre il personale si accingeva a caricare la macchinetta del bancomat i rapinatori a tutta velocità sono piombati sulla porta sfondandola e entrando fulmineamente dentro la succursale. Porta che è stata letteralmente sfondata, mentre in quell’esatto momento, al fianco della porta di ingresso, c’erano gli impiegati dell’ufficio postale che, denaro alla mano, stavano caricando il bancomat. Per i delinquenti non è stato dunque difficile riuscire ad arraffare tutto il contante che invece sarebbe dovuto finire dentro il bancomat. Prelevato il denaro, quantificato in 110 mila euro, i rapinatori sono fuggiti a piedi nel vicino vicolo dove molto probabilmente ad attenderli c’era un complice con un’altra auto.

Sul posto sono arrivati prontamente i Carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale, presente il tenente colonnello Rodrigo Micucci, e della Tenenza di Favara, unitamente al Reparto della scientifica per i rilievi del caso e per l’indagine.

Posti di blocco sono stati istituiti in diversi punti del territorio di Favara. Un aiuto alle indagini potrebbe essere dato dalla visione dei filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nel ufficio postale m anche quelle di esercizi pubblici vicini. E grazie alle immagini è stato possibile sapere che i banditi, non armati, erano tre e tutti a volto coperto.

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