Agrigento

Mafia, processo Icaro, il debutto in aula del pentito Quaranta: “Fragapane voleva diventare capo provincia”

Niente colpi di scena o motivi di sicurezza. Questa volta il tanto atteso debutto nelle aule giudiziarie del neo collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta, arrestato lo scorso gennaio nell’ambito della maxi operazione “Montagna”, è avvenuto. Il tutto con collegamento video da una località protetta.  Ed è apparso, ovviamente di spalle, con un maglia bianca e […]

Pubblicato 8 anni fa

Niente colpi di scena o motivi di sicurezza. Questa volta il tanto atteso debutto nelle aule giudiziarie del neo collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta, arrestato lo scorso gennaio nell’ambito della maxi operazione “Montagna”, è avvenuto. Il tutto con collegamento video da una località protetta. 

Ed è apparso, ovviamente di spalle, con un maglia bianca e una felpa al collo. Il nuovo pentito della mafia agrigentina era chiamato ad intervenire nell’ambito del processo “Icaro”, procedimento che vede alla sbarra Antonino Grimaldi, Carmelo Bruno, Vito Campisi, Stefano e i due Vincenzo Marrella, Francesco Tortorici, Gaspare Nilo Secolonovo e Ciro Tornatore, nel frattempo deceduto. 

Quaranta risponde a tutte le domande del sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, Claudio Camilleri: ricostruisce la sua “carriera” nelle file di Cosa Nostra dal suo avvicinamento con la cura della latitanza di Maurizio Di Gati, allora capo provincia di Cosa Nostra, fino alla “punciuta” ad opera di Fragapane e la reggenza – dall’ottobre 2013 fino all’estate 2014 – della famiglia di Favara. 

“Francesco Fragapane voleva diventare capo provincia di Cosa Nostra e per farlo mi ha chiesto di contattare persone con caratura all’interno delle famiglie per poterlo appoggiare nella scalata al vertice e sostituirsi ai “falsoniani”. Ho incontrato in tal senso Pietro Campo, nel suo ovile, e anche Nino Iacono, alias u giardinisi. Loro, pur rispettando il cognome Fragapane non vedevano di buon occhio l’elezione a capo provincia di Francesco. Ho parlato anche con Carmelo Infantino, uomo d’onore vicinissimo a Gerlandino Messina, che mi ha dato la disponibilità per appoggiare Fragapane.”

Poi riferisce su alcune figure che si trovano imputate nell’odierno procedimento: “Ciro Tornatore era a capo della famiglia di Cianciana e appoggiava la linea di Fragapane. Infantino mi riferì che a Montallegro c’erano i Marrella ma non li ho mai incontrati di presenza. A Ribera tutti sanno che ci sono i Capizzi ma anche con loro non ho avuto rapporti”.

Il processo – che si sta celebrando davanti il collegio di giudici presieduto dal Pietro Maria Falcone (a latere i giudici Infantino e Genna) riprenderà il 21 maggio giorno in cui saranno sentiti altri tre testi chiamati dalla Dda e, eventualmente, saranno escussi anche gli imputati che vorranno sottoporsi all’esame.

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