Cultura

Santuario di Zeus, via alla nuova campagna di scavi condotta da Parco e Unipa

Le attività di rilievo consentiranno di realizzare una ricostruzione virtuale complessiva del paesaggio antico

Pubblicato 1 ora fa

È partita in questi giorni la nuova campagna di scavi e rilievi condotti dall’Università di Palermo presso il santuario di Zeus Olympios.

Il progetto, realizzato nell’ambito della convenzione tra Unipa e Parco, che ha la codirezione scientifica delle professoresse Chiara Portale e Monica De Cesare dell’Università di Palermo e della dottoressa Maria Serena Rizzo del Parco archeologico, vedrà il coinvolgimento attivo di quindici studenti della Scuola di Specializzazione in Beni archeologici e del corso di Laurea magistrale in Archeologia, affiancati da tre dottorandi in Patrimonio culturale.  

L’obiettivo principale delle attività è approfondire la conoscenza dell’articolazione interna del santuario e della sua complessa relazione con l’impianto urbano circostante. Il sito si distingue infatti per una progettazione su scala urbana concepita come una città nella città, dotata di infrastrutture dedicate all’accoglienza e alle funzioni religiose, organicamente collegate al resto del tessuto cittadino.  

Le operazioni archeologiche si concentreranno sulle fasce marginali nordovest, in prossimità delle cosiddette case dei sacerdoti, e nelle aree nordest, est e sudest, con particolare attenzione all’isolato del pritaneo. In queste zone verranno effettuati interventi di pulizia ed esecuzioni di saggi mirati per chiarire la fisionomia degli edifici e il loro rapporto con l’orografia locale e la rete idrica.  

L’indagine si inserisce in un più ampio programma di revisione delle scoperte storiche di Pietro Griffo ed Ernesto De Miro. Attraverso la verifica delle quote e la correlazione delle varie parti monumentali, il team mira a superare le difficoltà interpretative causate dalla frammentarietà dei resti e dai rimaneggiamenti post-antichi.  

I risultati di questa ricerca, supportata anche da tesi di dottorato cofinanziate dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi confluiranno in una ricostruzione virtuale complessiva del paesaggio del santuario curata dall’equipe del professor Massimo Limoncelli che sarà poi fruibile nei locali, in fase di completamento, di piazzale Hardcastle.

“Si tratterà di un ulteriore passo avanti rispetto ad un progetto di potenziamento della fruizione, della conoscenza e della conservazione dell’area di Zeus – spiega il direttore del Parco Roberto Sciarratta – che è iniziato alcuni anni fa con la musealizzazione del telamone. Questo nuovo strumento digitale permetterà a breve ai visitatori di fruire di una visione dettagliata e scientificamente accurata dell’area sacra nel suo antico splendore, potendone avere una giusta lettura”. 

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