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Licata, “Catene spezzate”, ospiti della struttura “non sono in grado di testimoniare”

Udienza, ieri in Tribunale, del processo scaturito dall’inchiesta “Catene spezzate”. Al centro dell’inchiesta – che vede coinvolte 8 persone – ci sarebbero maltrattamenti e sevizie nei confronti di alcuni ospiti della Cooperativa sociale “Suami” di Licata. Ieri è stato ascoltato il neuropsichiatra Francesco Vitrano che ha sostenuto come altri due ospiti della struttura, sottoposti a […]

Pubblicato 8 anni fa

Udienza, ieri in Tribunale, del processo scaturito dall’inchiesta “Catene spezzate”.

Al centro dell’inchiesta – che vede coinvolte 8 persone – ci sarebbero maltrattamenti e sevizie nei confronti di alcuni ospiti della Cooperativa sociale “Suami” di Licata.

Ieri è stato ascoltato il neuropsichiatra Francesco Vitrano che ha sostenuto come altri due ospiti della struttura, sottoposti a visita psichiatrica, non siano capaci di intendere e di volere e che loro condizioni non permettono di utilizzare la loro testimonianza come prova.

All’epoca del blitz furono eseguite 5 misure cautelari.

Gli indagati sono Salvatore Lupo, 40 anni di Favara; Caterina Federico, 33 anni di Licata; Angelo Federico, 30 anni di Licata; Domenico Savio Federico, 25 anni di Licata; Giovanni Cammilleri, 26 anni di Licata; Salvatore Gibaldi, 39 anni, nato a Gela ma residente a Licata, Angela Ferranti, 49 anni di Licata; Maria Cappello, 46 anni di Licata.

 

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