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Tentata estorsione in “trasferta”, il pentito Quaranta e altri tre favaresi “rischiano” processo

Giuseppe Quaranta, il pentito di Favara che ha deciso di collaborare con la giustizia dopo il suo arresto avvenuto lo scorso gennaio in occasione del blitz antimafia “Montagna”, dovrà comparire davanti al Giudice per le indagini preliminari di Catania, Giancarlo Cascino, il prossimo 21 settembre. Non sarà solo Quaranta. Anche altri agrigentini dovranno fare la […]

Pubblicato 8 anni fa

Giuseppe Quaranta, il pentito di Favara che ha deciso di collaborare con la giustizia dopo il suo arresto avvenuto lo scorso gennaio in occasione del blitz antimafia “Montagna”, dovrà comparire davanti al Giudice per le indagini preliminari di Catania, Giancarlo Cascino, il prossimo 21 settembre.

Non sarà solo Quaranta. Anche altri agrigentini dovranno fare la loro comparsa per la richiesta di rinvio a giudizio nei loro confronti mossa dal pubblico ministero Valentina Sincero. Nello specifico tale provvedimento è stato chiesto per Giuseppe Blando, 54 anni, anche lui di Favara, Pasquale Fanara, 59 anni, al momento in carcere a Voghera, Gerlando Valenti, 46 anni, favarese, detenuto a Caltanissetta.

Nella vicenda, riguardante una presunta tentata estorsione ai danni dell’impresa Di Paola S.a.s., con sede a Vittoria e Prizzi, sono coinvolti anche altri soggetti di Comiso, nello specifico Concetto Errigo e Carmelo Battaglia. Tutti avrebbero tentato di costringere il titolare della ditta a corrispondere la somma di denaro pari a 20.000,00 euro, a titolo di “messa a posto”, per i lavori eseguiti in Lampedusa ed aventi ad oggetto la “Manutenzione straordinaria sulla pavimentazione stradale dell’isola di Lampedusa”, non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla loro volontà.

Condotta consistita, scrive il Pm, in particolare, nell’avere:

Giuseppe Quaranta (quale esponente della famiglia mafiosa Favara e referente della famiglia mafiosa di Santa Elisabetta), unitamente a Concetto Errigo e Carmelo Battaglia (quali esponenti della famiglia mafiosa di Comiso), Giuseppe Blando, Pasquale Fanara, e Gerlando Valenti (quali esponenti della famiglia mafiosa di Favara), acquisito informazioni preliminari sull’impresa in questione e concordato le modalità di gestione e di intervento;

Concetto Errigo e Carmelo Battaglia intrattenuto i contatti con il rappresentante dell’impresa ed imposto le illecite richieste, avvalendosi del c.d. metodo mafioso e cioè, agendo con comportamento intimidatorio, essendo noti nell’ambiente per la loro appartenenza alla locale consorteria criminale;

Con l’aggravante di avere commesso il fatto, avvalendosi delle condizioni previste dall’art 416 bis cp e con la finalità di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa denominata “Cosa Nostra”.

 

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