Diabete, l’associazione AGD: “continuamo ad essere ignorati dal commissario Zappia”
L'associazione agrigentina ha piu volte chiesto un incontro con il commissario dell'Asp nell'interesse dei pazienti affetti da diabete mellito di tipo 1
L’Associazione Giovani Diabetici (AGD) Agrigento esprime grosso rammarico per i continui rifiuti da parte del Commissario Straordinario dell’ASP di Agrigento, Dott. Zappia ad incontrarci e ad instaurare un dialogo costruttivo nell’interesse di tanti agrigentini affetti da Diabete Mellito di tipo 1.
Oggetto della richiesta già avanzata da più di tre mesi è l’individuazione delle principali criticità e problematiche che affliggono i pazienti diabetici nella provincia di Agrigento ed un confronto che possa portare a risolvere dette difficoltà:
- mancanza di un Ambulatorio ad elevata complessità che dia assistenza ai pazienti affetti da Diabete Mellito di tipo 1 e 2;
- mancanza di una Unità Operativa completa e professionale nei casi di esordio della malattia;
- mancanza di una Unità Specialistica che fornisca supporto a tutti i pazienti ospedalieri affetti da diabete;
- impossibilità, soprattutto per i più giovani, di ricevere i dispositivi tecnologici moderni senza spostarsi in altre province (Caltanissetta e Partinico in primis ma anche Messina) con gravi disagi logistici, organizzativi ed economici;
- agende intasate o assenti e continue difficoltà a prenotare le semplici visite di controllo nei pochi giorni disponibili;
- intoppi, dovuti a carenza di personale, nelle procedure di autorizzazione ed invio dei dispositivi tecnologici ai pazienti con gravi disagi e pericoli in caso di ritardi;
“Ormai da troppo tempo decine e decine di famiglie vivono il dramma di familiari, spessissimo dei figli, affetti da diabete e chiedono interventi risolutori già possibili ma inspiegabilmente non realizzati”, dichiara l’Associazione AGD Agrigento che sin dalla sua costituzione ha ripetutamente chiesto di incontrare il Dottore Zappia in quanto in possesso di alcune proposte da sottoporre alla dirigenza dell’ASP. “Non abbiamo mai ricevuto una risposta. Siamo infatti nelle condizioni di poter contribuire alla soluzione di alcune problematiche e, grazie alle diverse risorse professionali con le quali ci siamo confrontati (Diabetologi, Pediatri, Psicologi, Infermieri, Internisti, Biologi Nutrizionisti, ecc), di suggerire alla dirigenza ASP alcune possibili soluzioni all’annoso problema dell’Ambulatorio di Diabetologia. Sono stati anche individuati dei locali inutilizzati che potrebbero essere ripresi in tal senso.Nonostante ciò, e nonostante abbiamo più volte richiesto un incontro col Dott. Zappia, continuiamo ad essere ignorati.Sono anni che i pazienti con diabete vengono ignorati nella nostra provincia.Sono anni che le famiglie dei giovani diabetici sono costrette a scegliere tra la scarsa ed arretrata assistenza nella struttura agrigentina o lunghi viaggi per far assistere i figli in maniera professionale e tecnologicamente avanzata.Riteniamo, continua l’associazione, questo atteggiamento lesivo dei diritti dei nostri familiari. Attualmente oltre 200 famiglie agrigentine sono costrette a trasferirsi a chilometri chilometri di distanza per ricevere assistenza. È assolutamente inaccettabile che, per colpa delle dinamiche politiche, burocratiche o di altro tipo, che stanno dietro alla questione, si neghi ai nostri ragazzi e ai nostri parenti un’assistenza sanitaria adeguata, di alto livello e tecnologicamente al passo con i tempi. Siamo fermamente convinti non ci sia più tempo da perdere dietro le scuse e le motivazioni addotte questi anni e da questo momento chiediamo un intervento immediato e risolutore da parte delle istituzioni affinché ad Agrigento possa sorgere un Centro Ambulatoriale di Diabetologia di II livello per popolazioni speciali che possa assistere i nostri ragazzi e i nostri familiari, che sono a tutti gli effetti soggetti con gravi complicanze.L’Associazione si riserva anche di suggerire e supportare i propri associati nel seguire le vie legali nell’eventualità in cui questa reticenza possa comportare per i nostri familiari conseguenze sulla salute fisica e mentale.Rimaniamo tuttavia sempre disponibili ad un incontro in un’ottica di massima collaborazione con tutte le istituzioni, ma non siamo più disposti a farci prendere in giro da nessuno. I nostri familiari hanno diritto ad un’assistenza professionale ed evoluta, a 360° e vicino casa. Non è più sostenibile che ogni volta dobbiamo fare centinaia di chilometri per essere assistiti.È una questione di civiltà, è una questione di diritto alla salute, è una questione di dignità umana.”


