Agrigento

SRR, prima la maxi gara d’appalto, poi le dimissioni per incompatibilità: c’è un “Caso Pendolino”?

Da presidente della società di regolamentazione rifiuti ha votato gli atti per una procedura da oltre 147 milioni di euro, salvo poi lasciare l'incarico

Pubblicato 1 ora fa

Prima l’approvazione di un atto importante, oseremmo dire strategico. Poi saluti e dimissioni per una presunta e possibile incompatibilità. In mezzo, immancabili polemiche e il rischio, per qualcuno, che la futura gara per il servizio dei rifiuti in diversi comuni, tra cui Agrigento, possa essere nata con un vizio di forma.

I fatti.

Lo scorso 22 dicembre il quotidiano on line Reportsicilia.it scrive un articolo nel quale sostiene che Giuseppe Pendolino, sindaco di Aragona e presidente del Libero consorzio possa essere incompatibile rispetto al ruolo ricoperto anche di presidente del Cda della Srr Agrigento Est. Questo ai sensi di una legge regionale, la 24 giugno 1986, n. 31, più volte aggiornata, che disciplina le incompatibilità tra cariche istituzionali e partecipazione a enti pubblici vigilati o sovvenzionati da enti locali.

Infatti, l’articolo 10, comma 1, n. 1 della legge regionale citata, stabilisce che non può ricoprire incarichi elettivi provinciali (quali presidente del Libero Consorzio) chi sia amministratore di un ente soggetto a vigilanza della Provincia, o che riceva sovvenzioni continue da essa, salvo particolari eccezioni non automatiche. Categoria in cui rientrerebbe anche la Srr. Il giorno dopo un altro articolo rende conto delle dimissioni già avvenute (proprio il 22 dicembre) di Pendolino nel ruolo di presidente della società di regolamentarzione rifiuti.

Dice ReportSicilia: “Interpellato dalla nostra redazione, Giuseppe Pendolino ha dichiarato che le dimissioni dalla SRR erano state già presentate prima della pubblicazione dell’articolo, e che la ratifica da parte del CdA è avvenuta solo il giorno dopo, per questioni di calendario interno”.

Tutto qui? Non esattamente.

Perché a leggere il verbale del Cda della Srr, infatti, si scopre che esattamente prima di andare via, nel senso proprio di pochi minuti, Pendolino era stato determinante per approvare un documento non esattanebte secondario, cioè il documenti progettuali e di gara del bando per la gestione dei rifiuti per i comuni di Agrigento, Aragona, Camastra, Canicatti, Casteltermini, Castrofilippo, Comitini, Grotte, Naro e Racalmuto. Una procedura che affiderà il servizio per otto anni per un valore di oltre 147milioni di euro complessivi a base d’asta.

Un atto che viene approvato da due soli componenti del Cda presenti su tre, uno dei quali è appunto Pendolino, il quale, una volta fatta la votazione “prende la parola per comunicare di rassegnare formalmente le proprie dimissioni sia da Presidente che da componente del CDA della SRR. Ringrazia i componenti del collegio dei revisori nonché i dipendenti della SRR per la fattiva collaborazione ricevuta nell’espletamento del suo incarico”.

Tutto chiaro e palese, per quanto Pendolino non spieghi i motivi delle sue dimissioni nell’atto pubblicato. Sorgono quindi degli interrogativi: se il passo indietro è stato dovuto ad una presunta incompabilità, gli atti adottati e firmati conservano la loro legittimità o no?

Forse a rispondere a questa domanda dovrà essere la Srr, prima che questo tema possa divenire strumento utile a chi, magari escluso dalla gara, vorrà tentare di ricorrere alla giustizia amministrativa.

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