TARI, il boomerang dei rinvii: a Naro la stangata del 2025 nasce da errori vecchi e nuovi
L’aggiornamento tariffario approvato dal Consiglio comunale a giugno ha acceso la miccia, ma gli ex amministratori riconoscono che la mancata programmazione del PEF prospettico dal 2022 ha contribuito in modo decisivo a costruire l’emergenza TARI a Naro.
Bollette TARI alle stelle, conti che continuano a far discutere e un Piano economico finanziario che nel 2025 arriva a sfiorare i due milioni di euro. A. Naro il caso rifiuti riapre il confronto politico dopo l’intervento di un gruppo di ex amministratori comunali che, con una lunga nota tecnica, entrano nel merito dell’aumento delle tariffe riconoscendo come l’attuale stangata sia legata all’aggiornamento tariffario approvato dal Consiglio comunale il 26 giugno 2025.
Gli stessi ex amministratori, però, ammettono che alcune criticità affondano le radici anche negli anni precedenti: già nel 2022, infatti, avrebbe dovuto essere predisposto un PEF prospettico fino al 2025, basato sul metodo ARERA MTR-2 e fondato su costi e ricavi realmente sostenuti, oltre che su previsioni attendibili per gli anni successivi. Un passaggio che, nonostante i solleciti del Consiglio comunale dell’epoca, non sarebbe stato completato, contribuendo così a creare le condizioni che oggi pesano sulle bollette dei cittadini. Di seguito la lunga nota a firma degli ex amministratori Serena Cremona, Calogero Cangemi, Stefano Barberi, Angelo Gueli Alletti, Polizzi Lillo, Nicotra Giuseppe.





