La “soffiata” anonima e quasi mezzo chilo di droga in casa, ai domiciliari due ragazze di Canicattì
C’è una “soffiata” anonima con una telefonata dietro l’arresto di due giovani ragazze di Canicattì
C’è una “soffiata” anonima con una telefonata dietro l’arresto di due giovani ragazze di Canicattì, sorprese in casa con oltre quattrocento grammi di hashish, due grammi di cocaina, tre bilancini di precisione e diversi cellulari. È quanto emerge dal provvedimento di convalida del gip di Agrigento, Giuseppe Miceli, che ha disposto nei confronti delle due indagate (difese dagli avvocati Gioacchino Sanfilippo e Luigia Di Fede) la misura degli arresti domiciliari.
Il blitz scatta lo scorso 31 gennaio. Una telefonata anonima avvisa la polizia della presenza di un possibile carico di hashish all’interno di un appartamento nel centro di Canicattì. Gli agenti, guidati dal commissario Gerlando Scimè, decidono di approfondire ed eseguono una perquisizione. La “soffiata”, in effetti, era giusta. Nell’abitazione vengono ritrovati 393 grammi di hashish in panetti, altre dieci dosi già “steccate” per un peso di quasi quaranta grammi, due grammi di cocaina, materiale utile per il confezionamento e bilancini di precisione. Per inquirenti e investigatori non ci sono dubbi: quello stupefacente è destinato allo spaccio.
Una tesi condivisa pienamente dal giudice per le indagini preliminari che ha disposto per entrambe – S.C., 26 anni, e G.L., 22 anni – i domiciliari: “Il quantitativo della sostanza, gli strumenti atti al confezionamento, la presenza sul tavolo di polvere e, soprattutto l’acquisto di una così rilevante quantità di hashish, sono circostanze che complessivamente orientano nel senso che la droga sequestrata era destinata anche a cessione a terzi”.





