“Appalti ad amici e parenti a Lampedusa”: rinviati a giudizio ex sindaco, imprenditori e dirigenti
Al centro dell’inchiesta l’appalto per i lavori della rete fognaria di Lampedusa. A processo finiscono l’ex sindaco Martello, diversi imprenditori agrigentini e dirigenti comunali
Il gip del tribunale di Agrigento, Iacopo Mazzullo, ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di venti persone (21 in origine ma un imputato è deceduto) – tra politici, dirigenti comunali e imprenditori – coinvolte in un’inchiesta che ipotizza l’esistenza a Lampedusa di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più delitti contro la Pubblica amministrazione.
Finiscono a processo, con prima udienza il prossimo 13 maggio davanti i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento, in venti: Salvatore Martello, 68 anni, di Lampedusa; Manlio Maraventano, 55 anni, di Lampedusa; Giuseppe Di Malta, 64 anni, di Lampedusa; Salvatore Prestipino, 57 anni, di Pantelleria; Nicola Andrea Policardo, 58 anni, di Pantelleria; Giovanni Martello, 38 anni, di Lampedusa; Antonio Martello, 64 anni, di Lampedusa; Rosa Martello, 33 anni, di Lampedusa; Claudia Castrone, 36 anni, di Lampedusa; Annalisa Lombardo, 49 anni, di Lampedusa; Massimo Campione, 64 anni, di Agrigento; Domenico Cucina, 56 anni, di Lampedusa; Stefano Cucina, 50 anni, di Lampedusa; Rosario Cucina, 45 anni, di Lampedusa; Giovanna Taormina, 55 anni, di Lampedusa; Gianluca Cucina, 43 anni, di Lampedusa; Nicola Cucina, 33 anni, di Lampedusa; Umberto Cucina, 31 anni, di Lampedusa; Pietrino Cucina, 37 anni, di Lampedusa; Rosa Cucina, 30 anni, di Lampedusa.
Al centro della maxi inchiesta, cristallizzata nel periodo compreso tra il 2019 ed il 2021, c’è (soprattutto) l’appalto per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete fognaria di Lampedusa. Per la Procura di Agrigento (è questa l’accusa mossa) gli ex amministratori locali di Lampedusa “attraverso condotte di costrizione, plurimi affidamenti illegittimi e appropriazione di somme di denaro pubbliche” avrebbero imposto all’impresa aggiudicataria di accettare le modalità di lavoro indicate subappaltando le opere a ditte di amici e parenti. Secondo la procura tra le imprese beneficiarie dei lavori in subappalto, riguardanti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria delle stazioni di sollevamento, vi sono quelle gestite dai familiari dell’ex sindaco Martello: il fratello, due nipoti, la cognata e la moglie di un nipote. Tra le accuse mosse agli ex amministratori locali, in qualità di pubblici ufficiali, anche quella di peculato. Per gli inquirenti, infatti, si sarebbero appropriati dei fondi destinati all’impresa che aveva regolarmente ottenuto l’appalto “procedendo al pagamento dei lavori indebitamente subappaltati alle imprese locali”.
Nel collegio difensivo gli avvocati: Samantha Borsellino, Giuseppe Grillo, Massimo Perrotta, Gaetano Caponnetto, Calogero Meli, Maria Caponnetto, Alessandro Patti, Nicolò Grillo, Gaetano Gucciardo, Emanuele Dalli Cardillo, Rosario Didato.




