Agrigento

L’AI e la sua applicazione in ambito clinico: confronto tra esperti ad Agrigento

Infermieri, sviluppatori e dirigenti sanitari riuniti per discutere opportunità, limiti e validazione clinica dell’intelligenza artificiale

Pubblicato 3 ore fa

Relatori d’eccellenza al convegno sul tema “Intelligenza artificiale e Medicina basata sulle evidenze”, promosso dall’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) di Agrigento e patrocinato dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), svoltosi questa mattina, nella sede dell’Opi, innanzi a una platea di professionisti accorsi per ascoltare le relazioni sull’Ai applicata alla gestione clinica e imparare come usarla a supporto delle quotidiane attività.

“Un corso innovativo che affronta il tema dell’applicazione dell’AI alla metodica sanitaria – afferma Salvatore Occhipinti, presidente di Opi Agrigento – L’infermiere può senz’altro essere supportato dall’AI. Si pensi, ad esempio, alla rilevazione di parametri vitali o essere aiutati nella compilazione dei turni o nella documentazione sanitaria senza pensare che il supporto dell’AI, tra l’altro, lascia anche più tempo da dedicare all’assistenza ai pazienti. I campi di applicazione dell’AI possono includere anche il triage con delle valutazioni che, attenzione, non devono prescindere dalla valutazione umana. Perché, lo ricordiamo, l’AI non sostituisce l’operato dell’infermiere ma lo supporta nell’erogazione di un’assistenza sanitaria sicuramente migliore”.

L’AI a supporto degli infermieri, dunque, inteso come strumento da utilizzare “per il lavoro quotidiano dei professionisti sanitari – spiega Pietro Giurdanella, consigliere del comitato centrale di Fnopi-   Tutte le nuove tecnologie, se da una parte offrono potenzialità incredibili, dall’altra ancora oggi non sono mature a sufficienza per non commettere errori. Ecco, dunque, come tutti i professionisti sanitari, gli infermieri in particolare, debbono avere coscienza dello strumento che stanno utilizzando”. E chi meglio di uno sviluppatore può spiegarne le modalità d’uso? “Noi di DatAimed sviluppiamo intelligenza artificiale – dichiara Dario Taborelli, medico e Ceo di DatAimed – la portiamo nelle cliniche, negli ospedali italiani a supporto e non in sostituzione del giudizio clinico. Un aspetto importante riguarda la validazione degli strumenti di intelligenza artificiale: la tecnologia va più avanti rispetto alle normative e va più veloce rispetto alla burocrazia e, quindi, è importante un aspetto rigoroso di validazione clinica nelle strutture ospedaliere affinché l’AI sia efficace, con meno errori possibili e più formazione per il personale sanitario”. Sul margine d’errore dell’AI interviene Giorgio Maritano, CTO e AI Architect, che ribadisce come “per contenere e ridurre al minimo le possibilità d’errore, limitiamo le fonti da cui i modelli AI attingono i dati alle banche date più autorevoli e, da queste, solo gli articoli più pertinenti che hanno portato risultati significativi, pubblicati su riviste scientifiche”. La professione dell’infermiere, è opportuno sottolinearlo, vede il contatto umano protagonista nel rapporto con il paziente. “L’infermiere – ribadisce Pasquale Iozzo, dirigente delle professioni infermieristiche e ostetriche Asp Agrigento – è il professionista dell’assistenza e ha rapporti umani con i pazienti. Ecco, dunque, che occorre valutare quanto l’AI possa compromettere questo tipo di approccio. Noi non siamo macchine ma le macchine ci possono aiutare”.

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