Agrigento

Comitato per la difesa della bigenitorialità: “Situazione drammatica per i padri separati”

Il comitato traccia una fotografia della condizione drammatica che riguarda la figura dei padri separati.

Pubblicato 2 giorni fa

In vista delle prime iniziative programmate, tra cui un incontro formale con i vertici dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento al fine di arginare la piaga delle false denunce strumentali nei processi di separazione e divorzio, il neo costituito Comitato per la Difesa della Bigenitorialità, traccia una fotografia della condizione drammatica che riguarda la figura dei padri separati.

“La condizione dei padri separati in Italia – spiega l’avvocato Raffaele Mancuso del Comitato – pur essendo un diritto formale incarna una realtà spesso diversa. In Italia, la legge sull’affidamento dei figli dopo la separazione – in particolare la Legge n. 54 del 2006 – sancisce il principio della bigenitorialità: il minore ha diritto a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori. Questo principio mira a superare il vecchio modello di affidamento esclusivo, favorendo una responsabilità genitoriale condivisa”.

“Tuttavia – aggiunge Mancuso –  i dati disponibili evidenziano una netta discrepanza tra principio e realtà. Secondo uno studio internazionale pubblicato su Demographic Research, in Italia solo circa il 2,6 % delle famiglie separate vive un affidamento congiunto “equo”, con una suddivisione sostanzialmente paritaria del tempo tra genitori. Questo colloca il nostro Paese tra i più arretrati d’Europa sotto questo profilo, con percentuali molto inferiori rispetto a Paesi come la Svezia, dove superano il 40 %”.

“Oltre il 94 % dei figli di genitori separati in Italia – denuncia l’avvocato Mancuso – vive in una forma di affidamento sostanzialmente esclusivo, di norma presso la madre, con solo una piccola parte del tempo con il padre. Anche quando l’affidamento è formalmente condiviso, i padri trascorrono mediamente solo il 17 % del tempo complessivo con i figli, contro l’83 % della madre”. 

“La prevalenza della residenza presso la madre – precisa l’avvocato – comporta gravi ripercussioni economiche: il padre spesso perde la casa familiare ma deve continuare a versare l’assegno di mantenimento, sostenendo inoltre l’affitto di un’abitazione propria. Questo squilibrio crea vulnerabilità economica, con conseguenze sociali rilevanti e talvolta rischio di povertà”.

“Già nel 2024 – specifica l’avvocato Raffaele Mancuso – ho presentato personalmente la petizione 1077, annunciata al Senato della Repubblica il 31 ottobre 2024, volta a introdurre il mantenimento diretto dei figli da parte dei genitori. Questa proposta mira a garantire un equilibrio reale tra i genitori nella gestione economica della prole, evitando situazioni in cui l’obbligo di mantenimento grava esclusivamente sul padre senza corrispondente coinvolgimento diretto nella vita quotidiana dei figli. La petizione rappresenta un passo concreto per ridurre gli squilibri strutturali, rafforzando l’effettiva applicazione della bigenitorialità come diritto dei minori e non solo come principio formale.”

“La realtà italiana – conclude il reggente del Comitato per la Difesa della Bigenitorialità Pietro Fattori –  dimostra che il principio di bigenitorialità è spesso disatteso: solo una piccolissima percentuale di famiglie vive un affidamento veramente equo. È urgente intervenire con riforme legislative e con strumenti come il mantenimento diretto, affinché i padri non siano penalizzati economicamente e possano partecipare attivamente alla crescita dei figli, nel pieno interesse dei minori. In tal senso il nostro Comitato, che a pochi giorni dalla sua costituzione ha raccolto un numero elevatissimo di adesioni in tutta la Sicilia da parte di uomini e donne, legali, psicologi, volontari, farà sentire la propria voce per tutelare i diritti di chi viene emarginato e denunciare con fermezza ogni abuso”.

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