Ruba due chilometri di cavi elettrici da impianto fotovoltaico, arrestato
All’interno dell’abitacolo della Fiat 600 i Carabinieri hanno trovato un’incredibile quantità di cavi elettrici, per una lunghezza totale di circa 2000 metri
Ancora un tempestivo intervento dei Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia che, sulla scorta degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionale, ha portato all’arresto di un 35enne di origine romena perché responsabile, in concorso, di resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli.
Erano da poco trascorse le tre di notte quando l’equipaggio della Radiomobile, nei suoi giri di perlustrazione del territorio, percorrendo la SP. 69 in direzione di Scordia ha notato una Fiat 600 che, in maniera a dir poco evidente, trasportava un pesante carico al suo interno stante il completo schiacciamento delle sospensioni con ovvia instabilità del veicolo.
A bordo della Fiat 600 vi erano due uomini il cui conducente, compreso di esser diventato “motivo d’interesse” dei Carabinieri, ha pigiato sull’acceleratore dando il via ad un inseguimento a sirene spiegate protrattosi per circa due chilometri, durante il quale i militari, per evitare di far perdere il controllo della vettura ai fuggiaschi ed evitare pericoli agli altri utenti della strada, hanno aspettato il momento propizio per bloccar loro la strada con una manovra a chiusura.
I due però, non datisi per vinti, sono comunque balzati fuori dall’auto e, sfruttando l’oscurità ed il terreno circostante ricco di vegetazione, hanno tentato la fuga a piedi, intento riuscito per il conducente ma non per il 35enne che, inseguito all’interno di un fondo agricolo privato, è stato trovato nascosto all’interno di una buca e quindi arrestato.
All’interno dell’abitacolo della Fiat 600 i Carabinieri hanno trovato un’incredibile quantità di cavi elettrici, per una lunghezza totale di circa 2000 metri, che erano stati verosimilmente asportati dai malviventi da uno dei numerosi impianti fotovoltaici presenti in quella zona, nonché i “ferri del mestiere” dei due e cioè 3 “piedi di porco”, cesoie e tronchesi, mentre dalle tasche del 35enne hanno estratto un passamontagna utilizzato per sfuggire all’occhio vigile dei sistemi di videosorveglianza.
La stessa autovettura utilizzata dai due, inoltre, è risultata essere stata rubata in Gravina di Catania nello scorso mese di febbraio ad un 60enne del posto, al quale è stata immediatamente restituita.
L’arresto del 35enne, ferma restando la presunzione d’innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva, è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.






