Dipendente “in nero” in un centro estetico, denuncia e maxi multa alla titolare
Ammende per complessivi 1.423 euro, applicata una maxi-sanzione amministrativa da 1.950 euro per lavoro nero e disposto il recupero contributivo e assicurativo nei confronti degli enti previdenziali e assicurativi per circa 400 euro
Nel corso della mattinata odierna, a Mascali, i militari della locale Stazione Carabinieri, con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro NIL di Catania, hanno effettuato una serie di controlli mirati al contrasto del lavoro sommerso e alla verifica del rispetto della normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. L’attività ispettiva rientra nel più ampio piano di prevenzione e contrasto al lavoro irregolare, fenomeno che danneggia i lavoratori sotto il profilo delle tutele contrattuali, previdenziali e sanitarie, alterando al tempo stesso le regole della concorrenza tra imprese. Nel corso delle ispezioni sono state controllate due attività operanti nei settori dell’estetica e dell’acconciatura, con l’identificazione complessiva di tre lavoratori.
All’esito degli accertamenti, in una delle attività ispezionate, un centro estetico, è stata riscontrata la presenza di una lavoratrice impiegata senza regolare contratto di assunzione, ovvero “in nero”. Contestualmente, i Carabinieri hanno accertato l’assenza del previsto giudizio di idoneità sanitaria al lavoro, documento obbligatorio che certifica la compatibilità tra mansioni svolte e condizioni di salute del dipendente. Per tali violazioni, sulla base degli indizi raccolti, da verificare in sede giurisdizionale,la titolare dell’esercizio, una 27enne residente a Fiumefreddo di Sicilia, è stata deferita all’Autorità Giudiziaria, ferma restando la presunzione di innocenza valevole ora e fino a condanna definitiva.
Sono state inoltre contestate ammende per complessivi 1.423 euro, applicata una maxi-sanzione amministrativa da 1.950 euro per lavoro nero e disposto il recupero contributivo e assicurativo nei confronti degli enti previdenziali e assicurativi per circa 400 euro. Nel corso del medesimo servizio, i controlli eseguiti presso una seconda attività del settore acconciatura non hanno fatto emergere irregolarità.

