Agrigento

Scavi alla Valle dei Templi, l’archeologa Parello: “una campagna che ci racconta la quotidianità degli Akragantini”

Gli scavi dureranno tre mesi ed è consentito ai visitatori assistere alle attività di ricerca

Pubblicato 2 ore fa



E’ partita la nuova campagna di scavi condotta dal Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento nell’area della collina a Nord della via Sacra. Si tratta di un’area residenziale all’interno della Valle che sta restituendo una pagina inedita della vita dell’Akragas, dove sono state individuate abitazioni riferibili a diverse epoche, dall’età classica fino al periodo tardoantico.

Una campagna di scavi che ci racconta, attraverso tracce materiali, la quotidianità degli Akragantini che vissero qua nel momento in cui la città divenne splendida, la città dei grandi monumenti, delle grandi realizzazioni architettoniche. Qui vediamo la vita di tutti i giorni, la gente che si muoveva in mezzo le strade, che si prodigava in piccole attività quotidiane come la tessitura, la lavorazione delle materie prime, dunque l’immagine di una città viva”, ci spiega la direttrice scientifica degli scavi Maria Concetta Parello. “Un contesto che sta restituendo molti oggetti, come i pesi da telaio, uno strumento di lavoro importante nelle case greche. La cosa particolare è che hanno forme e dimensioni diverse e diciamo che tutto questo fa pensare che ci troviamo in un contesto in cui il pezzo non aveva solo funzione pratica, ma veniva utilizzato come oggetto votivo“, continua l’archeologa Parello.

Non solo, l’esame dei reperti ritrovati sull’ultimo piano di vita dell’ambiente Z riportano alla fine del V sec. a.C. e le modalità della fine del vano rinviano a un evento traumatico: la caduta di Akragas dopo l’assedio cartaginese del 406 a.C. “L’evento narrato da Diodoro, dice la Parello, quando Amilcare e i suoi soldati entrano in città per saccheggiare case e templi, trovano nelle case vuote tutto ciò che gli Akragantini non poterono portare via con loro, lasciando a noi la grande opportunità di poter raccontare piccole storie di vita quotidiana di una città che nel momento della sua distruzione si trovava all’apice della sua grandezza”.

I lavori dureranno tre mesi, per un costo di 350 mila euro; è stato previsto il sistema del “cantiere aperto” per consentire ai visitatori di assistere alle attività di ricerca. Inoltre nel progetto sono impegnati gli studenti della I A del Liceo Classico e Musicale Empedocle di Agrigento.

“Quest’area ci ha stupito fin da subito, dichiara il direttore del Parco Roberto Sciarratta, perché testimonia come Akragas fosse una grande città. Grazie a quanto stiamo ritrovando possiamo percorrere il tempo a ritroso e riscoprire la vita quotidiana degli abitanti fino alla fuga a causa dell’assedio cartaginese. Questo sempre con un’attenzione particolare all’archeologia pubblica e alla possibilità per i visitatori di seguire le attività di scavo e arricchire così la propria visita, rendendo ancora più affascinante il viaggio in questa terra che ha 2.600 anni, ma che stupisce sempre”.

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