Giudiziaria

Consorzi di bonifica, la Cassazione smonta il “mandato senza rappresentanza”

Dopo queste sentenze, la Regione Siciliana non può ignorare il problema. Occorre prendere atto del principio affermato dalla Cassazione e superare definitivamente formule ibride che rischiano di alimentare ulteriore confusione istituzionale

Pubblicato 59 minuti fa

Due recenti sentenze della Corte di Cassazione, pubblicate il 19 marzo 2026, intervengono sul complesso e mai compiutamente definito riordino dei Consorzi di bonifica siciliani. Le pronunce n. 6610 e n. 6611 del 2026, pur riferite alla Sicilia Orientale, affermano un principio destinato a incidere sull’intero sistema regionale. Secondo la Suprema Corte, il cosiddetto “mandato senza rappresentanza”, utilizzato nei rapporti tra i Consorzi Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale e i rispettivi consorzi accorpati, non è uno strumento idoneo a disciplinare l’esercizio di funzioni pubbliche.

La Cassazione lo definisce, nella sostanza, superfluo ed errato. Superfluo, perché i consorzi accorpati continuano ad operare in forza delle attività già loro affidate, nelle more del completamento del riordino. Errato, perché il mandato senza rappresentanza è un istituto civilistico e non può essere trasferito automaticamente nel diritto pubblico. Il tema si aggiunge alle numerose criticità che da tempo attanagliano il sistema consortile siciliano: transitorietà prolungate, assetti organizzativi incerti, difficoltà gestionali, carenze finanziarie e rapporti non sempre chiari tra enti accorpanti e strutture territoriali. In un settore strategico per l’agricoltura, la gestione delle acque, l’irrigazione e la difesa del suolo, l’incertezza giuridica non può diventare metodo ordinario di amministrazione.

Dopo queste sentenze, la Regione Siciliana non può ignorare il problema. Occorre prendere atto del principio affermato dalla Cassazione e superare definitivamente formule ibride che rischiano di alimentare ulteriore confusione istituzionale. Alla luce dei principi affermati dalla Suprema Corte, l’era del “mandato senza rappresentanza” può ritenersi conclusa.

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