Agrigento

Acqua, è guerra dei numeri: Siciliacque smentisce Aica

La consortile aveva firmato una diffida contro il sovrambito, che però ha smontato le accuse

Pubblicato 5 ore fa

Il conflitto legato alla gestione idrica tra Aica e Siciliacque è diventato anche una guerra di numeri e di verità contrapposte. La tensione tra l’azienda consortile agrigentina e la società di sovrambito è culminata di recente, in seguito alla scelta di quest’ultima di limitare l’erogazione idrica alla quantità effettivamente saldata. Nonostante i volumi distribuiti fossero inizialmente cresciuti fino a raggiungere i 60 litri al secondo, con l’intenzione di toccare quota 110 a luglio rispetto al quale è stato disposto dalla Regione anche un finanziamento integrativo di un milione di euro destinato a coprire i costi aggiuntivi, la situazione è precipitata negli ultimi giorni della scorsa settimana. Aica ha infatti firmato una diffida Siciliacque, indirizzato anche alle principali istituzioni di controllo, denunciando una riduzione del flusso di ben 21 litri al secondo rispetto ai 60 stabiliti. Secondo la consortile, questa contrazione “assume particolare gravità in considerazione della perdurante crisi idrica che interessa il territorio, ma anche della natura essenziale del servizio pubblico gestito da Aica, dalle rilevanti ripercussioni sulle turnazioni idriche e sulla continuità del servizio, nonché in considerazione dei rischi sotto il profilo igienico-sanitario e dell’ordine pubblico”. L’accusa mossa a Siciliacque è stata anche quella di aver “reiteratamente subordinato la disponibilità ad assicurare incrementi della fornitura idrica, richiesti da Aica per fronteggiare la grave crisi idrica alla definizione di controversie economiche”. Per questa ragione, è stato chiesto l’intervento dell’Antitrust affinché possa “avviare una istruttoria nei confronti di Siciliacque per valutare … se il diniego o la limitazione dell’accesso alla risorsa idrica di sovrambito, in assenza di alternative concorrenziali per il gestore, costituisca abuso di posizione dominante”.

Il giorno successivo alla diffida, la presidente di Aica Danila Nobile ha cercato di smorzare i toni confermando il ripristino dei flussi ordinari grazie alle azioni intraprese e avvertendo che l’azienda si sarebbe mossa analogamente in caso di nuovi cali. Tuttavia, la serenità è durata poco. Adesso la replica di Siciliacque, che smentisce radicalmente la ricostruzione di Aica. La società di sovrambito ha precisato che il potenziamento del flusso risulta “totalmente attivo secondo le portate e i dati operativi già comunicati dai tecnici”. Di conseguenza, le affermazioni della consortile vengono giudicate come una nota che “risulta, sotto ogni profilo, non rispondente alla realtà e non conforme ai principi di buona fede e correttezza”, definendo l’intera iniziativa come “strumentale e pretestuosa”. In merito ai futuri aumenti della distribuzione d’acqua, Siciliacque ha infine puntualizzato che “ogni eventuale ulteriore incremento sia subordinato alla verifica delle condizioni di sostenibilità economico-finanziaria e alle determinazioni degli organi societari competenti a fronte della necessità di tutelare il servizio”, una stabilità che dovrebbe essere comunque garantita dal supporto e dalla cooperazione con la Regione Siciliana.

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