Il teatro che abbatte ogni confine: “Gli Uccelli” di Aristofane al Teatro Panoramica dei Templi
Questo straordinario progetto di teatro inclusivo ideato e diretto da Emanuele Carlino vede protagonisti i ragazzi dell’Associazione Famiglie Persone Down (AFPD) di Agrigento insieme ad altri ragazzi disabili e non
C’è un teatro che non si limita a rappresentare storie, ma trasforma la realtà, abbatte le barriere e restituisce all’arte la sua valenza più profonda e umana. Il prossimo 31 agosto 2026, alle ore 21:30, nell’incantevole cornice del Teatro Panoramica dei Templi ad Agrigento, andrà in scena la commedia “Gli Uccelli” di Aristofane, inserita nella rassegna curata dal Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi.
Questo straordinario progetto di teatro inclusivo ideato e diretto da Emanuele Carlino (attore diplomato all’Accademia INDA di Siracusa) insieme al fido aiuto regia Fabrizio Mangione, vede protagonisti i ragazzi dell’Associazione Famiglie Persone Down (AFPD) di Agrigento insieme ad altri ragazzi disabili e non.
Aristofane racconta le gesta di due cittadini ateniesi, Pisetero (Emanuele Carlino) ed Euelpide “il sindaco” (Massimo Diana) che, stanchi della vita di Atene oppressa dalle tasse, dai processi continui e dai disordini della guerra del Peloponneso, decidono di abbandonare la città per cercare un luogo più tranquillo dove vivere.
Guidati da due uccelli acquistati al mercato, raggiungono la dimora di Upupa (il re degli uccelli), un tempo l’essere umano Tereo, l’antico re di Tracia, trasformato in uccello (Rosario Arnone). Pisetero propone all’Upupa e a tutti gli uccelli un’idea rivoluzionaria: anziché vagare senza meta, gli uccelli dovrebbero unire le forze e fondare una grandiosa città nell’aria, sospesa a metà strada tra la terra e il cielo.
Istituita la città, chiamata Nubicuculia (in greco Nefelokokkygía, letteralmente “città dei cuculi tra le nubi”), gli uccelli costruiscono imponenti mura attorno ad essa. In questo modo possono intercettare e bloccare i fumi dei sacrifici che gli uomini offrono agli dei dell’Olimpo, riducendo gli dei alla fame.
Ben presto la notizia della fondazione si diffonde. Da Atene arrivano a Nubicuculia vari personaggi sgraditi e parassiti, come un poeta indigente (Daniel Minio), un geometra esaltato (Salvatore Scibetta), un ispettore di polizia (Martina Russello) e diversi altri, che cercano di approfittare della nuova città, ma Pisetero li caccia tutti via, convinto del fatto che nella sua nuova città ideale, non c’è posto per questi seccatori terreni.
Nel frattempo, anche gli dei iniziano a subire gli effetti del “blocco navale” aereo: Iris la messaggera divina (Fabrizio Mangione), cerca di penetrare in città di nascosto, ma viene intercettata e cacciata.
Prometeo (Daniel Minio), che da sempre è il dio che odia tutti gli dei,decide di schierarsi dalla parte degli Uccelli, va da Pisetero e gli rivela che gli dei sono alla canna del gas. Gli consiglia di scendere a patti con i signori dell’olimpo, visto che sono tutti ridotti alla fame e di chiedere in moglie Basileia, la figlia di Zeus “colei che regge l’equilibro del regno terreno e del cielo”. Basileia (Francesca Boccadoro).
Una delegazione diplomatica inviata dall’Olimpo — composta da Posidone (Martina Russello), dal semidio rozzo Eracle (Salvatore Scibetta) e da un dio barbaro, il Triballo (Fabrizio Mangione) — arriva per trattare la pace. Pisetero, sfoderando doti dialettiche, sofismi, e acuti ragionamenti, riuscirà a far piegare le richieste degli dei, al proprio volere.
La commedia si conclude con un’apoteosi: Pisetero viene incoronato re, sposa Basileia e assume la guida dell’universo, celebrato in festa da tutto il coro degli uccelli (Maria Castiglione)
La commedia di Aristofane, pur scritta oltre duemila anni fa, rivela una sconcertante e vivissima attualità. Nel testo classico, gli uccelli – guidati dagli ateniesi Pistetero ed Euelpide – fondano Nubicuculia, una città costruita proprio a metà strada tra la terra e il cielo. La loro strategia per conquistare il potere assoluto è semplice quanto spietata: intercettare e controllare il passaggio di merci, sacrifici e comunicazioni tra gli uomini e gli dei, tagliando i rifornimenti all’Olimpo per costringere gli dei alla resa.
L’analogia con quello che sta accadendo oggi nello Stretto di Hormuz appare evidente: il controllo di uno snodo geografico o di un “checkpoint” fondamentale si trasforma in un’arma di pressione politica ed economica globale. Chi controlla il passaggio strategico detiene la chiave del potere e della sopravvivenza altrui, esattamente come fecero gli uccelli di Aristofane sospendendo i fumi dei sacrifici diretti agli dei.
Un percorso straordinario: dal successo de “Le Rane” a “Gli Uccelli”
Questo progetto non nasce dal nulla, ma ha alle spalle una storia di crescita artistica e umana costante. Già lo scorso anno la stessa compagnia ha fatto parlare di sé portando in scena un’altra celebre commedia di Aristofane, “Le Rane” prima al Teatro della Posta Vecchia, alla rassegna teatrale “Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani” nel Teatro di Ákrai a Palazzolo Acreide ed infine proprio al Teatro Panoramica dei Templi.
Dalla “prima” al Sacro Cuore di Gesù al grande palcoscenico dei Templi
Il cammino verso questo nuovo appuntamento estivo con “Gli Uccelli” ha mosso i suoi primi passi presso la Parrocchia Santa Maria del Sacro Cuore di Gesù di Agrigento, guidata da Don Mario Sorce, dove lo spettacolo ha debuttato alla presenza di figure illustri della vita culturale e politica agrigentina. A testimoniare la forza e la bellezza di quell’evento, con parole straordinariamente sensibili, sono stati due protagonisti assoluti della cultura agrigentina: Gaetano Aronica e Marco Savatteri.
Gaetano Aronica, celebre attore e direttore artistico di importanti istituzioni teatrali, ha definito l’iniziativa una vera e propria “medicina dell’anima”:
«La Compagnia “speciale” di Emanuele Carlino ci ha fatto piangere e ridere, la serata si è trasformata in un piccolo happening emozionale che ha coinvolto tutti, restituendo quello che dovrebbe essere il senso stesso del Teatro come cerimonia di pace e pura, libera creatività. […] Serata magica insomma, emozionante, vibrante, autentica per un Teatro necessario e “speciale” in grado di emozionare tutti».
Marco Savatteri, autore, regista e direttore della Casa del Musical, ha affidato ai social un racconto accorato e travolgente: «”Vi presento lo spettacolo più bello del mondo, in cui l’Arte ha superato l’Arte stessa” […] Ho visto LO SPETTACOLO PIÙ BELLO DEL MONDO e posso confermarlo! […] Ho assistito al vero significato del rito teatrale. Una vera e propria Messa. […] Ieri sera questi ragazzi – artisti ci hanno letteralmente devastato, realizzando uno spettacolo ironico, simpatico, eccentrico, profondo, emozionante».
Savatteri ha evidenziato inoltre la lungimiranza del direttore artistico Gaetano Aronica e del direttore del Parco Roberto Sciarratta, pronti a “spalancare le porte della Valle a questa compagnia”.




