I giovani e la politica. L’intervista a Francesco Gennusa di Sambuca di Sicilia
Il rapporto al giorno d’oggi tra i giovani e la politica è molto complesso. In passato interessarsi di politica era una cosa normale, perché era considerato strumento per partecipare al cambiamento del Paese. In vista delle prossime elezioni amministrative abbiamo incontrato alcuni giovani di alcuni comuni dove si andrà a votare il prossimo 10 giugno. […]
Il rapporto al giorno d’oggi tra i giovani e la politica è molto complesso. In passato interessarsi di politica era una cosa normale, perché era considerato strumento per partecipare al cambiamento del Paese. In vista delle prossime elezioni amministrative abbiamo incontrato alcuni giovani di alcuni comuni dove si andrà a votare il prossimo 10 giugno. Oggi abbiamo posto delle domande a Francesco Gennusa di Sambuca di Sicilia.
-Cosa ti ha spinto ad andare “controcorrente” e a fare politica ?
“La principale causa che mi ha spinto ad interessarmi alla politica penso risieda nel fatto che giorno dopo giorno mi sono sempre imposto di andare a ricercare, sia a livello locale che nazionale, quali siano le risposte da dare ai problemi e ai bisogni che quotidianamente sorgono tra la gente. Purtroppo oggi l’interesse alla politica viene visto come una controtendenza, cosa che qualche decennio era del tutto contraria: controcorrente era colui il quale si disinteressava della politica”.
-La politica dovrebbe creare progetti, proporre e realizzare idee. Eppure tutto questo manca. Qual è il vostro punto di vista in merito.
“Il fatto che oggi tantissimi giovani cerchino il loro futuro fuori dalla Sicilia e ancor di più dall’Italia è una questione che marca negativamente il nostro belpaese. Lo vivo in prima persona nel mio piccolo borgo, a Sambuca di Sicilia, dove nella stessa linea di tutti i territori limitrofi si nota sempre di più la mancanza di tantissimi giovani che per motivi di studio o lavorativi sono stati costretti a trasferirsi altrove. Il mio punto di vista in merito è molto chiaro: personalmente avrei avuto la possibilità di andare a studiare anche fuori dalla Sicilia, ma ho deciso di restare a Palermo. Aspiriamo sempre al cambiamento ma non ci chiediamo mai cosa noi possiamo fare per il nostro paese e proprio per questo ho deciso di restare e provare, sul territorio, a capire cosa IO posso fare per il mio paese, pur comprendendo le cause che portano i miei coetanei ad andare altrove”.
-Si osserva spesso la presenza di persone “inadeguate” per certe cariche politiche. Come si spiega questo ingresso di persone incompetenti in politica?
“L’ingresso di persone incompetenti in politica è spiegato facilmente dalla detenzione del potere. Potere in termini di voti, potere in termini economici (il voto di scambio è una peculiarità delle elezioni in Sicilia in particolar modo), potere in termini di possibilità nel promettere posti di lavoro e ruoli di primo piano grazie all’elezione del candidato incompetente”.
-Tu che ruolo ricopri nella politica locale della tua città?
“Mi piacerebbe spendermi per il mio paese, chissà magari un giorno lo farò. Per il momento sono soltanto un ragazzo con una passione per la politica. Quella politica che sia servizio e dedizione; quella politica che porti accrescimento in un paese”.





