Agrigento

Le richieste di Confesercenti ai candidati sindaco: “Agrigento sia inclusiva e dinamica”

Confesercenti chiede ai candidati sindaci una visione chiara: trasformare Agrigento in una città inclusiva, dinamica e attrattiva, capace di rispondere ai bisogni di tutte le generazioni

Pubblicato 3 ore fa

La sintesi del dibattito che si è sviluppato nella recente assemblea elettiva si trasforma in precise richieste che Confesercenti rivolge ai candidati sindaci di Agrigento. Richieste, come si legge in un documento a firma del presidente Vittorio Messina, che si fanno ancora più stringenti se si guarda alla condizione reale della città: un luogo che oggi fatica a essere attrattivo sia per i giovani sia per gli anziani.

“Una città che rischia di restare sospesa, incapace di offrire opportunità ai primi e qualità della vita ai secondi. Per i giovani, Agrigento continua a presentare limiti evidenti: scarsa offerta lavorativa qualificata, pochi spazi di aggregazione, carenza di servizi culturali e innovativi. Le richieste vanno nella direzione di creare un ecosistema favorevole all’imprenditorialità giovanile, sostenendo start-up, coworking, filiere legate al turismo, alla cultura e all’economia digitale. Serve una città che trattenga talenti e attragga competenze, anche sfruttando le nuove tecnologie che oggi consentono di lavorare da remoto senza rinunciare alla qualità della vita. Ma Agrigento non è nemmeno una città a misura di anziano. Pesano le barriere architettoniche, la difficoltà di accesso ai servizi sanitari e sociali, una mobilità spesso inadeguata. Da qui la richiesta di un piano organico per l’accessibilità universale, il rafforzamento dei servizi di prossimità e una rete di assistenza che restituisca dignità e sicurezza alle fasce più fragili della popolazione. Il rilancio del centro storico, in questo quadro, diventa il punto di equilibrio tra generazioni: recuperare immobili abbandonati, incentivare nuove residenzialità, favorire l’insediamento di attività commerciali e artigianali significa riportare vita dove oggi c’è vuoto. Non un centro “museo”, ma uno spazio vissuto, dove abitare, lavorare e incontrarsi.

Allo stesso tempo, diventa fondamentale la ricucitura del tessuto urbano. Le periferie non possono essere considerate marginali: vanno integrate attraverso servizi, trasporti efficienti e politiche di rigenerazione urbana che riducano le disuguaglianze territoriali. Una città frammentata è una città debole; una città connessa è invece più giusta e più competitiva. In questo scenario, la valorizzazione delle straordinarie potenzialità turistiche rappresenta una leva decisiva. Agrigento non può limitarsi alla Valle dei Templi, pur essendo uno dei siti archeologici più importanti al mondo. Occorre costruire un’offerta integrata che metta in rete il patrimonio storico, il centro urbano, le tradizioni, l’enogastronomia, il paesaggio costiero e le esperienze culturali. Significa investire in accoglienza diffusa, migliorare la qualità dei servizi, puntare su eventi culturali di livello, destagionalizzare i flussi turistici e rendere la città facilmente accessibile e fruibile. Il turismo deve diventare un motore di sviluppo stabile, capace di generare lavoro e reddito, ma anche di rafforzare l’identità del territorio. In definitiva, Confesercenti chiede ai candidati sindaci una visione chiara: trasformare Agrigento in una città inclusiva, dinamica e attrattiva, capace di rispondere ai bisogni di tutte le generazioni e di valorizzare pienamente le proprie risorse. Non bastano interventi episodici, serve – conclude Vittorio Messina – una strategia coerente e di lungo periodo che restituisca fiducia e prospettiva al territorio.’

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